AUMENTARE LA FERTILITA’ e la possibilità di rimanere incinta con alcuni INTEGRATORI alimentari.

aumentare la fertilità con gli integratori

FERTILITA’ DELLA DONNA, LA POSSIBILITA’ DI RIMANERE INCINTA SEMPRE PIU’ A RISCHIO

E’ sempre più frequente per la donna dei nostri tempi pensare ad una gravidanza dopo i 35aa. Lo sappiamo, i motivi sono molteplici e li abbiamo anche analizzati in altre sezioni del nostro sito. Ma l’età non è il solo problema, sappiamo anche che la fertilità ed il potenziale riproduttivo della donna (la possibilità di avere una gravidanza) possono essere compromessi anche in età molto giovane come conseguenza di malattie o interventi medici e chirurgici. Quindi per molte donne è sempre più interessante trovare strumenti, rimedi, medicine, integratori per migliorare la fertilità talvolta ridotta.

PRIMA DI PENSARE A MIGLIORARE LA FERTILITA’ PROTEGGIAMOLA CON ALCUNE PICCOLE SEMPLICI MA IMPORTANTI ATTENZIONI.

Evitiamo di fumare ed usare droghe o superalcolici, manteniamo un peso corporeo ideale per la nostra altezza età e sesso (BMI), facciamo regolarmente attività fisica (belle passeggiate veloci almeno due volte la settimana) e seguiamo un’alimentazione bilanciata e corretta dove siano presenti tutti i componenti nutrizionali (la Dieta Mediterranea è perfetta), manteniamo il più possibile un normale ritmo sonno-veglia dormendo almeno 8 ore al giorno (il sistema endocrino femminile è molto sensibile all’alternanza luce-buio), riduciamo lo stress e facciamo sesso sicuro (le malattie infettive costituiscono uno dei principali problemi per la fertilità).

fumo di sigaretta e infertilità
Il fumo di sigaretta danneggia la fertilità della donna. In questa immagine la nostra storica segnalazione del 2003 confermata successivamente da innumerevoli pubblicazioni scientifiche.

IL NUMERO DEI FOLLICOLI OVARICI E LA QUALITA’ DEGLI OVOCITI POSSONO ESSERE MIGLIORATI , AUMENTATI ?

In effetti sia il numero dei follicoli ovarici che la qualità degli ovociti decrescono con l’età talvolta anche più velocemente in conseguenza di danni conseguenti a malattie, nostre abitudini di vita, trattamenti medici e chirurgici. In molti cicli di induzione dell’ovaluazione nell’ambito di Tecniche di Porcreazione Assistita (PMA) già da tempo si adoperano sostanze che migliorano la risposta dell’ovaio e la qualità ovocitaria. Molti studi hanno inoltre anche dimostrato che il processo di progressivo impoverimento dei follicoli ovarici e della qualità ovocitaria non è affatto irreversibile.

C’E’ UN MODO SEMPLICE PER MIGLIORARE LA FERTILITA’ ED AUMENTARE LA POSSIBILITA’ DI RIMANERE INCINTA ? ALCUNI INTEGRATORI POSSONO AIUTARTI.

Sui sistemi per migliorare la fertilità e comunque potenziarla si è scritto molto. Alcune tecniche come il Ringiovanimento Ovarico (PRP ovarica) sono piuttosto invasive e ciò nonostante ancora sperimentali e coronate da scarsi risultati.

Parliamo qui invece di integratori che se usati nel modo corretto e sotto controllo medico specialistico possono aiutare a migliorare la fertilità femminile senza effetti collaterali.

Il controllo medico è sempre necessario perchè se sospettate un problema di infertilità solo la visita ginecologica e gli accertamenti che ne conseguono possono confermare il vostro dubbio; lo Specialista Ginecologo sarà in grado con esami specifici come il Conteggio dei Follicoli Antrali ed alcuni dosaggi ormonali non solo di confermare la reale esistenza di un problema di Riserva Ovarica ma anche indicarvi la necessità di soluzioni più urgenti e monitorare eventuali miglioramenti.

COME POTENZIARE QUINDI LA FERTILITA?

La possibilità di rimanere incinta diminuisce progressivamente con l’età. Se non vi sono gravi problemi molti studi scientifici hanno ipotizzato che alcune sostanze (integratori della dieta) posso aiutarci a migliorare la fertilità e la possibilità di avere un figlio.

IL COENZIMA Q10 (CoQ10)

il Coenzima Q10 è importante per la fertilità della donna
Il Coenzima Q10 è importante per una normale ovulazione e buona qualità ovocitaria. Purtroppo decresce rapidamente con l’età.

Il Coenzima Q10 noto anche come Ubiquinone rappresenta una componente fondamentale dei mitocondri, organuli citoplasmatici presenti in tutte le cellule (comprese quelle riproduttive) e deputati alla produzione di energia.

I livelli del Coenzima Q10 sono più alti durante i nostri primi 20 anni di vita per poi diminuire con l’aumentare dell’età. Bassi livelli si riscontrano anche in corso di gravi malattie croniche, diabete, malattie cardiache, infezioni, trattamenti con alcuni farmaci (es. statine).

E’ stato dimostrato che il Coenzima Q10 è anche un potente antiossidante e che può aiutare a migliorare la qualità degli ovociti e il tasso di concepimento nelle donne sopra i 35 anni. Non solo, può aumentare il numero e la qualita’ degli ovociti disponibili per la fecondazione artificiale (PMA) riducendo i tempi necessari per rimanere incinta anche con il concepimento spontaneo. Probabilmente il DHEA riduce gli aborti spontanei, un problema significativo particolarmente frequente nelle donne che tentano la gravidanza dopo i 38-40 anni.

Il deficit progressivo legato all’età fa si quindi che donne over 35 hanno livelli molto più bassi di CoQ10 rispetto a quelle più giovani. E tutto ciò probabilmente rende la produzione di energia negli ovociti meno efficiente con conseguenze negative anche sulla loro qualità. Bassi livelli di CoQ10 possono causare oltre la diminuzione della produzione di energia anche un aumento dello stress ossidativo, ognuno dei quali può avere un impatto sull’ovulazione.

E’ stato ipotizzato quindi che l’integrazione del CoQ10 nella dieta possa aiutare le donne ad invertire il calo dovuto all’età e migliorare di conseguenza la qualità degli ovociti.

DHEA (Deidroepiandrosterone)

Metabolismo degli androgeni nella donna. Il DHEA è prodotto sia nel Surrene che nell’Ovaio.

Il DHEA è un ormone steroideo normalmente prodotto nel nostro organismo a livello del Surrene ma anche di altri tessuti come Ovaio e Cervello. Presenta un picco massimo in età giovanile (15-20 anni) e poi, con l’avanzare dell’età tende a diminuire.

Andamento delle concentrazioni del DHEA in uomini e donne con l’incrementare dell’età.

Con una capacità intrinseca debolmente androgenica è anche comunque un precursore di androgeni più potenti come il Testosterone ma anche degli estrogeni con effetti sulla performance generale, sull’umore (è considerato anche un neuro-ormone), sulla sessualità e sul Sistema Immunitario.

Studi recenti hanno anche dimostrano che il DHEA può aiutare ad aumentare la stimolazione follicolare e la produzione di ormoni ovarici. L’assunzione di DHEA può inoltre aiutare a migliorare la qualità degli ovociti nelle donne con diagnosi di riduzione della riserva ovarica (DOR) o insufficienza ovarica prematura (POF-POI).

Da tenere presente che il DHEA per i suoi potenziali effetti collaterali non deve essere assunto in dosi elevate e per periodi troppo prolungati. Di libera vendita in USA può essere usato in Italia solo con prescrizione medica.

MIO-INOSITOLO

L’Inositolo, sotto forma di mio-inositolo, può aiutare a migliorare i tassi di fertilità nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione associata a scarsa qualità dell’ovocita. È stato dimostrato che l’Inositolo aiuta a modulare la presenza di insulina nel corpo, che può avere un effetto significativo sull’ovulazione.Questo aiuta a migliorare il metabolismo del glucosio nelle donne con PCOS.

Studi clinici hanno dimostrato che l’inositolo può aiutare a ripristinare l’ovulazione normale, migliorare la qualità dell’uovo e aumentare i tassi di fertilizzazione nelle donne con PCOS.

L-ARGININA

L-arginina è un amminoacido che può aiutare a migliorare la risposta ovarica e il tasso di successo della gravidanza. L’integrazione con L-Arginina può aiutare ad aumentare la circolazione sanguigna verso l’utero e le ovaie, creando così un ambiente ottimale per la produzione di ovociti e l’impianto di dell’ovocita fecondato.

GLUTATHIONE

Il Glutatione, noto anche come GSH, è una molecola che si trova naturalmente nel corpo. Prodotto dal fegato, il Glutatione è costituito da tre aminoacidi: L-cisteina, glicina e L-glutammato. Il Glutatione si pensa che abbia effetti antiossidanti e per stimolanti il sistema immunitario. Composto da aminoacidi, il Glutatione è infatti un potente antiossidante e disintossicante.

La qualità dell’ovocita dipende molto dal Glutatione proprio grazie alle sue capacità di contrasto ai radicali liberi. Lo stress ossidativo può causare un aumento dei livelli ormonali e compromettere la salute delle ovaie. Il glutatione aiuta a proteggere gli ovociti dai danni durante il loro lungo processo di sviluppo.

Gli ovociti con livelli maggiori di Glutatione hanno dimostrato di produrre embrioni più sani e più forti. La supplementazione quindi è raccomandata per le donne con PCOS che potrebbero avere livelli significativamente più bassi di glutatione a causa della condizione.

MULTIVITAMINICI

Anche i preparati multivitaminici sembra possano aiutare a rimanere incinta. Alcuni sostengono che giovino alla buona preparazione dell’endometrio (il rivestimento interno dell’utero) per un ottimale annidamento della gravidanza iniziale e che supportino una migliore qualità degli ovociti, una maggiore fertilità e una gravidanza sana.

MELATONINA

La Melatonina è un ormone secreto dall’Epifisi una piccola ghiandola endocrina della regione posteriore del cervello; una ghiandola sensibile all’alternanza luce-buio e molto connessa allo sviluppo puberale e riproduttivo.

Piccole dosi di Melatonina assunte la sera al momento di coricarsi aiutano a ripristinare e mantenere normali ritmi endocrini ed una buona salute dell’ovaio spesso compromessa da alterazioni del sonno e dell’alternanza sonno-veglia.

POLICISTOSI OVARICA E MICROPOLICISTOSI OVARICA. Inositolo, integratori proteici, Vitamina D3. Le nuove cure.

policistosi ovarica e micropolicistosi ovarica

PER MOLTO TEMPO LA CURA DELLA POLICISTOSI OVARICA (PCOS, OVAIO POLICISTICO) SI E’ BASATA SULL’USO DI CONTRACCETTIVI ORALI E FARMACI INDUTTORI DELL’OVULAZIONE.

Nell’Ovaio Policistico i contraccettivi orali venivano utilizzati prinicipalmente per la loro capacità di migliorare i sintomi legati all’iperandrogenismo (irsutismo, ipertricosi, caduta dei capelli, seborrea, acne..) mentre gli altri venivano scelti in occasione di un eventuale desiderio riproduttivo.

Nelle pazienti affette da Policistosi Ovarica (Ovaio Policistico) i contraccettivi (il più famoso dei quali è certamente il DIANE) spesso erano l’unico strumento per interrompere l’amenorrea (assenza delle mestruazioni) garantendo flussi da sospensione (artificiali) che proteggevano anche dal rischio di iperplasia endometriale particolarmente presente nelle pazienti obese.

Nella Policistosi Ovarica chiamata anche Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) gli induttori (il più famoso dei quali certamente il CLOMID) non potevano certamente essere somministrati cronicamente ed avevano come sola alternativa la chirurgia attraverso la resezione ovarica cuneiforme o più recentemente l’ovarian drilling cioè una serie di piccole perforazioni condotte generalmente in laparoscopia sulla superficie dell’ovaio.

POLICISTOSI OVARICA (PCOS, OVAIO POLICISTICO) E METABOLISMO. L’INSULINA E’ IL PUNTO DI SVOLTA.

Tra i contraccettivi orali, i farmaci induttori dell’ovulazione e la chirurgia sono stati per lungo tempo le uniche opzioni terapeutiche fino a quando è apparsa sempre più evidente  una importante componente metabolica sia nella POLICISTOSI OVARIVA che nella MICROPOLICISTOSI OVARICA (la sua variante più leggera e più diffusa).

E’  in particolare il ruolo dell’insulina che attira l’attenzione dei ricercatori e nell’immagine che riporto qui di seguito vedete la copertina di un mio ormai “storico” lavoro del 1987 condotto presso l’Università di Ancona dove dimostravo un’alterata risposta insulinemica in pazienti affette da Policistosi Ovarica e Micropolicistosi.

In questo storico lavoro del 1987 segnalavo l'evidenza di alterazioni del Metabolismo Glucidico nelle Donne affette da Policistosi Ovarica e Micropolicistosi Ovarica.
In questo storico lavoro del 1987 segnalavo l’evidenza di alterazioni del Metabolismo Glucidico nelle Donne affette da Policistosi Ovarica e Micropolicistosi Ovarica.

Col passare degli anni le terapie attive sul metabolismo insulinemico ed in particolare l’uso della METFORMINA hanno cambiano nettamente la strategia terapeutica con importanti successi per le pazienti sia in termini di benessere generale (estetica compresa) che di ovulazione e fertilità. Gli antidiabetici orali, somministrati generalmente in un primo momento in associazione con la pillola contraccettiva per la paura di un possibile rischio teratogeno sono stati poi utilizzati anche nei cicli di induzione dell’ovulazione consentendo risultati prima molto difficili.

POLICISTOSI OVARICA E MICROPOLICISTOSI OVARICA. LO STILE DI VITA E L’ALIMENTAZIONE SEMPRE PIU’ CENTRALI.

Si è sempre più compreso che lo stile di vita e l’alimentazione sono i veri punti cardine di ogni strategia terapeutica e che la vera cura della policistosi non poteva basarsi solo sulla somministrazione di contraccettivi orali. Questa rivoluzione concettuale si estese anche ai trattamenti di induzione dell’ovulazione che sembrarono subito più efficaci quando associati alla Metformina ed alla dieta.

ENTRANO IN SCENA GLI INTEGRATORI ATTIVI SUL METABOLISMO GLUCIDICO. L’INOSITOLO NELLA CURA DELLA POLICISTOSI E MICROPOLICISTOSI OVARICA

Ma gli antidiabetici orali oltre al possibile rischio per il feto hanno comunque talvolta effetti collaterali e la dimostrazione che un simile obiettivo poteva essere raggiunto con l’INOSITOLO (poliolo carbociclico la cui forma più diffusa in natura è il mio-inositolo e comunque presente in altre forme isomeriche come il chiro-inositolo) ha determinato un importante innovazione terapeutica.

L’Inositolo nelle forme isomeriche più attive ha consentito di gestire il problema dell’Ovaio Policistico (Policistosi Ovarica) e della Micropolicistosi in un modo molto più fisiologico rispetto al passato. La DIETA e l’ATTIVITA’ FISICA hanno trovato alla luce di questi nuovi mutamenti concettuali un rinnovato interesse e finalmente molte raggazze ora mestruano ed ovulano spontaneamente senza l’ausilio di alcun farmaco.

Nell’ambito di queste nuove strategie ed in particolare dell’intervento metabolico hanno trovato spazio anche alcuni INTEGRATORI PROTEICI che oltre a determinare un maggior consumo energetico (un vecchio detto della biochimica recita che le proteine bruciano al fuoco dei grassi)  influenzano positivamente anche il metabolismo glucidico-insulinemico consentendo di risolvere in modo ancora più rapido e senza effetti collaterali molte situazioni altrimenti gestibili solo con farmaci; sempre più ferquente l’associazione di integratori proteici con inositolo nell’ambito di programmi dietetici e di attività fisica aerobica.

policistosi ovarica e micropolicistosi ovarica
Tipico aspetto ecografico di Ovaio Micropolicistico. Notare la distribuzione periferiferica delle microcistici e lo spessore aumentato della corticale ovarica.

POLICISTOSI OVARICA E MICROPOLICISTOSI OVARICA. ORA LA CURA C’E’.

Nel senso che non siamo solo difronte a trattamenti sintomatici. Ora la Policistosi Ovarica e la Micropolicistosi Ovarica hanno una vera terapia e per molte ragazze e giovani donne si prospetta la soluzione di un problema prima considerato quasi irrisolvibile.

Certo esistono casi resistenti, casi difficili, pazienti nelle quali è presente una vera e proria Sindrome Metabolica, pazienti che richiedono più tempo, più attenzione ma possiamo affernare che lo scenario è cambiato anche per loro; sempre più raramente si deve ricorrere all’intervento chirurgico di resezione cuneiforme od ovarian drilling (perforazione micrometrica multipla della superfice ovarica).

Sempre per quando riguarda strategie innovative di trattamento merita attenzione la Vitamina D3. Il dato è molto recente ma sembra che nelle donne affette da policististosi Ovarica e Micropolicistosi Ovarica esista spesso una carenza più o meno importante della VITAMINA D3 e che la correzione (abbastanza semplice) di questo deficit possa avere effetti molto positivi. Come vi ho detto il dato è recente ed ulterriori studi sono in corso.

Tutte queste nuove possibilità teraputiche hanno sicuramente un più rapido impatto sull’ovulazione mentre quello sull’iperandrogenismo e l’irsutismo richiede più tempo ma nel frattempo trattamenti locali possono sicuramente aiutare anche posicologicamente.

DIABETE GESTAZIONALE. Cure, Screening, Diagnosi e Prevenzione.

MA COS’E’ IL DIABETE GESTAZIONALE? VEDIAMO INSIEME DI COSA SI TRATTA.

Si intende per diabete gestazionale (GDM) un’intolleranza al glucosio di entità variabile che inizia o viene diagnosticata per la prima volta in gravidanza e che si risolve generalmente non molto tempo dopo il parto. Questa definizione non escude tuttavia che in alcuni casi la malattia possa essere antecedente alla gestazione.

La prevalenza del problema in Italia varia dal 2 al 14% e la causa del diabete gestazionale è legata al fatto che durante la gravidanza si verificano variazioni ormonali che determinano una difficoltà dell’organismo nello “smaltire” ed utilizzare il glucosio determinando quindi di conseguenza un aumento dei livelli nel sangue.

Il problema del Diabete Gestazionale (GDM) è comunque certamente in incremento e ciò è dovuto da un lato all’età sempre più avanzata delle gravide ma dall’altro alla cattiva alimentazione ed a fenomeni immigratori che di popolazioni geneticamente a maggior rischio

Si è visto anche che chi ammala di diabete gestazionale ha un rischio di sviluppare diabete anche dopo la gravidanza e di ammalare della stessa patologia in gravidanza successive.

Il diabete gestazionale comporta sia rischi per la madre che per il feto:

Principali rischi materni e fetali legati al Diabete Gestazionale.

COME VIENE FATTA LA DIAGNOSI DI DIABETE GESTAZIONALE

La diagnosi di Diabete Gestazionale si fa o sul riscontro di un valore basale (la mattina a digiuno) di glicemia francamente alterato e sulla base del risultato di quella che viene chiamata Curva da carico di Glucosio (OGTT), momento diagnostico fondamentale. Contrariamente a quanto veniva fatto in passato attualmente non tutte le donne gravide devono fare la Curva da Carico ma solo quelle che presentano fattori di rischio o alterazioni della crescita fetale e/o del Liquiodo amniotico che possano far pensare ad una eventuale insorgenza della malattia.

Mentre un tempo lo Screening del Diabete Gestazionale era di tipo universale e quindi condotto su tutte le gestanti mediante la somministrazione di quella che era chiamata “piccola curva da carico” attualmente come abbiamo accennato si basa sulla presenza di fattori di rischio.  Salvo quindi la presenza di un diabete manifesto alle donne che hanno fattori di rischio (anamnestici o per la propria condizione clinica) viene offerta una Curva da Carico di Glucosio (OGTT) da 75 gr a 16-18 settimane (se negativa andrebbe poi ripetuta a 24-28 settimane). Anche l’età materna rientra tra i fattori di rischio quando >35 aa ed in questi casi la OGTT va fatta tra 24-28 settimane gestazionali.

VEDIAMO IN DETTAGLIO I FATTORI DI RISCHIO PER DIABETE GESTAZIONALE

Questi sono i fattori di rischio attualmente considerati nel protocollo di screening per il Diabete Gestazionale:

  • Età > 35aa
  • Indice di Massa Corporea (IMC) pregravidico > 25
  • Daibete Gestazione in una gravidanza precedente
  • Familiari diabetici (parente di I° grado)
  • Aver avuto un neonato di peso superiore a 4000 gr (macrosomia fetale)
  • Famiglia originaria di: Asia meridionale (in particolare India, Pakistan, Bangladesh), Caraibi (popolazione di origine africana), medio Oriente (in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Siria, Oman, Qatar, Kuwait, Libano, Egitto)

Questo tipo di screening per il Diabete Gestazionale non è immune da critiche. Secondo infatti quelli che criticano questa procedura porterebbe ad un aumento le diagnosi di Diabete Gestazionale forse eccessivo e determinerebbe interventi terapeutici pittosto tardivi rispetto in particolare al metabolismo fetale.

LA CURVA DA CARICO DI GLUCOSIO (OGTT) IN GRAVIDANZA. QUESTI I VALORI DI RIFERIMENTO PER PORRE DIAGNOSI DI DIABETE GESTAZIONALE

Curva da carico glucosio 75 gr in gravidanza. Criteri diagnostici per Diabete Gestazionale (GDM): è sufficiente un valore alterato per fare diagnosi.

TERAPIA DEL DIABETE GESTAZIONALE

La terapia del Diabete Gestazionale si basa principalmente sulla dieta e sull’impostazione di una corretta adeguata attività fisica ma non sempre questo approccio è sufficiente e quindi talvolta è anche necessaria la terapia medica (Insulina). La verifica metabolica dei risultati ottenuti durante la terapia si fa con il Profilo Glicemico solitamente autogestito dalla paziente (autocontrollo domiciliare): consiste nel verificare con appositi semplici apparecchi la glicemia la mattina a digiuno e poi prima dei due pasti principali (pranzo e cena) controllando anche i valori cosidetti post-prandiali un’ora dopo l’inizio dei 3 pasti. Anche l’esame delle urine andrebbe costantemente monitorato ed in particolare l’eventuale presenza di chetonuria (deve essere assente). La glicemia a digiuno dovrebbe sempre essere inferiore a 92 mg/dl e un’ora dopo l’inizio del pasto non dovrebbe mai superare 130 mg/dl.

LA DIETA NEL DIABETE GESTAZIONALE. MOMENTO FONDAMENTALE.

Riguardo la dieta nella donna affetta da Diabete Gestazionale essa dovrà assicurare una nutrizione adeguata alla madre ed al feto, essere bilanciata ed articolata su 3 pasti quotidiani principali e 2-3 piccoli spuntini (metà mattina, metà pomeriggio e dopo cena se non ci sono problemi di ernia iatale o reflusso gastro-esofageo) consentendo di raggiungere e mantenere normali valori glicemici senza determinare la comparsa di chetonuria. Dovrebbe contenere una quantità di carboidrati pari al 45-48% delle calorie totali privilegiando i carboidrati a basso indice glicemico evitando i cibi che contengono una elevata quantità di zuccheri semplici. Le proteine dovrebbero fornire il 20% delle calorie e la quota energetica derivante dai lipidi non dovrebbe superare il 30-35% dell’energia totale giornaliera e l’apporto di colesterolo i 300 mg/dl. I grassi saturi non dovranno superare il 10% dell’energia totale. In gravidanza è altresì importante mantenere un adeguato apporto di acidi grassi essenziali per cui la restante quota di grassi andrà suddivisa tra acidi grassi polinsaturi omega-3 e omega-6. E a proposito di dieta potreste trovare interessante il nostro articolo su alimentazione in gravidanza.

PREVENIRE IL DIABETE GESTAZIONALE E’ POSSIBILE

La prevenzione del Diabete Gestazionale e delle sue temibili complicanze è possibile.  Aggiungo che si tratta un argomento estremamente importante che meriterebbe una maggiore sensibilizzazione anche degli Operatori Sanitari. Per evitare il diabete gestazionale la prima cosa da fare è di arrivare al momento del concepimento con un BMI normale. Questo è davvero strategico: il sovrappeso e l’obesità determinano già di persè una condizione di insulina-resistenza. Se comunque all’inizio della gestazione sono già presenti fattori di rischio è importante porre subito attenzione alla dieta ed all’attività fisica. A proposito di attività fisica è stato ampiamente dimostrato che se correttamente condotta può essere uno strumento molto efficace non solo nella prevenzione del diabete gestazionale ma anche di altre malattie della gravidanza riducendo quindi il rischio materno e fetale. L’Associazione degli Ostetrici Ginecologi Americani ha posto molta attenzione all’attività fisica in gravidanza ed ha anche recentemente dato delle raccomandazioni che potete trovare sul sito istituzionale ACOG a questo link. Nella tabella seguente potete vedere le indicazioni ACOG ed anche le controindicazioni all’attività fisica in gravidanza.

Attività fisica in gravidanza. Le raccomandazioni ACOG.

Muoversi in gravidanza, quando il vostro ginecologo ha escluso controindicazioni, fa veramente bene e non solo per prevenire il Diabete Gestazionale ma anche tante altre patologie della gravidanza senza trascurare poi anche a gli aspetti positivi a livello psicologico.

LA SVOLTA DEGLI INTEGRATORI

Nell’ambito dei provvedimenti preventivi molto interesse sta destando l’uso di integratori a base di Inositolo. Una sostanza ampiamente diffusa negli alimenti e con un basso passaggio transplacentare che svolge un’azione di secondo messaggero dell’azione dell’Insulina determinando quindi quando integrato nella dieta un miglior utilizzo del glucosio. Già impiegata in altre situazioni cliniche (es. Policistosi Ovarica) con successo ora secondo diversi studi osservazionali e trial clinici hanno se somministrata precocemente sembrerebbe ridurre l’inicdenza di diabete gestazionale.