DONNE che fanno TURNI NOTTURNI a rischio ANTICIPO MENOPAUSA ed INFERTILITA’?

turni notturni e rischio menopausa precoce

I turni di lavoro notturno potrebbero essere particolarmente dannosi in donne con fattori di rischio o comunque con una predisposizione al danno riproduttivo. Anticipo della Menopausa, Menopausa Precoce ed Infertilità le possibili conseguenze. In una situazione di grave denatalità il dato pubblicato da un gruppo internazionale di ricercatori su Reproductive Epidemiology è meritevole di grande attenzione e pone la domanda se condorre esami di screening nelle giovani donne sottoposte a costanti turnazioni notturne. Il Dott. Filiberto Di Prospero nel parla su FertiHelp.it

Problemi di Infertilità e di alterazioni mestruali in donne con turnazione notturna sono stati già descritti in passato da Chung ed altri nel 2005 sul Journal of Occupational Health.

Ma ora, nell’articolo pubblicato da David Stock ed altri ricercatori su Reproductive Epidemiology per la prima volta si ipotizza un anticipo della Menopausa determinato da turni di lavoro notturno.

MA PERCHE’ L’ETA’ DELLA MENOPAUSA E’ IMPORTANTE?

L’età in cui si raggiunge la MENOPAUSA ha importanti implicazioni sulla salute della donna. Infatti una sua eventuale insorgenza precoce (Menopausa Precoce) è stata associata ad una aumentato rischio di Osteoporosi, Malattie Cardiovascolari, problemi urologici, declino cognitivo e ridotta aspettativa di vita.

La Menopausa avviene quando l’ovaio perde il suo patrimonio follicolare, patrimonio già presente alla nascita e che subisce poi un progressivo impoverimento. E’ proprio la velocità con. la quale avviene questo impoverimento (atresia follicolare) che determina l’età di insorgenza della Menopausa.

TURNI NOTTURNI, ALTERAZIONE RITMO SONNO-VEGLIA E MENOPAUSA PRECOCE. LEGAME POSSIBILE?

Sembrerebbe proprio di si.

Il Nurse’s Health Study (NHS) e l’NHS2 sono stati due grandi studi osservazionali prospettici condotti sulle infermiere degli Stati Uniti; studi dai quali in questi anni sono emersi innumerevoli importanti contributi per la salute delle donne. E proprio lo studio NHS2 iniziato nel 1989 e condotto su ben 116429 infermiere di età compresa tra 25 e 42 anni è stato oggetto di una approfondita analisi internazionale condotta del Dott. David Stock, un epidemiologo della Dalhousie University di Halifax (Canada).

Sulla base dei dati emersi sembrerebbe che le donne che fanno lavoro notturno con una sufficiente frequenza siano a maggior rischio di anticipare la loro Menopausa. Molte delle donne andate in Menopausa prima dei 45aa avevano fatto turni notturni di lavoro per 10 e più anni.

La turnazione notturna potrebbe essere nociva per le donne, anticipando la Menopausa e creando anche problemi di fertilità.

TURNI NOTTURNI MA FORSE ANCHE PREDISPOSIZIONE

Gli Autori dell’articolo cercano comunque di essere giustamente molto cauti riguardo le conclusioni trattandosi del primo dato scientifico che potrebbe legare l’anticipo della Menopausa a turni lavorativi notturni e non escludono che l’effetto dei turni notturni potrebbe accelerare modestamente la senescenza riproduttiva di donne che potrebbero comunque essere già predisposte alla Menopausa Precoce.

COME POTREBBERO I TURNI NOTTURNI COMPROMETTERE LA FERTILITA’ NEI SOGGETTI PREDISPOSTI?

L’ipotesi più probabile che turni di lavoro notturni ripetuti costantemente negli anni alterino il ciclo luce-buio (sonno-veglia) tradotto nell’organismo a livello neuro-endocrino dalla Ghiandola Pineale e dal suo ormone principale la Melatonina.

La Melatonina è un importante regolatore del Sistema Riproduttivo e la sua alterazione in soggetti predisposti potrebbe danneggiare la follicologenesi e la qualità ovocitaria.

UN MESSAGGIO IMPORTANTE COMUNQUE DA CONSIDERARE

In un Paese come il nostro con una grave progressiva denatalità il dato di un possibile effetto nocivo dei turni notturni in donne forse anche potenzialmente predisposte ad andare in Menopausa Precoce non è assolutamente trascurabile.

Purtroppo nessuno dalle nostre parti si è preso la briga di monitorare la salute delle donne lavoratrici regolarmente impegnate in turni notturni quindi dobbiamo fare riferimento allo studio NHI2 e trarre atteggiamenti almeno prudenziali almeno nei soggetti a rischio

SONO IMPEGNATA IN TURNI NOTTURNI DI LAVORO ED HO MENO DI 40 ANNI. COME FACCIO A SAPERE SE SONO A RICHIO?

Nelle donne che lavorano anche di notte è quindi importante capire quelle che sono a maggior rischio. Esistono dei test per valutare quella che chiamiamo Riserva Ovarica cioè il Potenziale Riproduttivo dell’ovaio.

Se in famiglia ci sono casi di Menopausa Precoce, se si è fumatori, se si è sofferto di Endometriosi oppure di Tiroidite Cronica di Haschimoto o altre Malattie Autoimmuni sarebbe bene consultare un esperto di Medicina della Riproduzione.

Nello Studio Medico del Dott. Di Prospero conduciamo un preciso protocollo nelle donne che fanno turnazioni anche notturne. Un protocollo che per praticità riassumiamo nello schema seguente.

Sulla base delle recenti evidenze scientifiche nel nostro Studio poniamo molta attenzione alle donne impegnate regolarmente in turni di lavoro notturno, particolarmente se presentano fattori di rischio.


MELATONINA e GHIANDOLA PINEALE. L’orologio biologico che regola anche la RIPRODUZIONE FEMMINILE.

alternanza luce buio ritmo melatonina fertilità femminile

LA GHIANDOLA PINEALE E L’OROLOGIO BIOLOGICO FEMMINILE

La Ghiandola Pineale  (chiamata anche Epifisi) è una minuscola ghiandola endocrina  posta posteriormente al terzo ventricolo e sotto il Corpo Calloso, praticamente alla base del cervello. Numerosi studi hanno dimostrato il ruolo importante della Riproduzione Femminile.
La Ghiandola Pineale è connessa alle strutture encefaliche circostanti ma riceve principalmente fibre nervose dal Nucleo Soprachiasmatico dell’Ipotalamo per il tramite del Sistema Nervoso  Autonomo.
Il Nucleo Soprachiasmatico dell’Ipotalamo è considerato uno dei centri principali di regolazione dell’orologio biologico interno e ad esso giungono fibre nervose direttamente dalla retina e quindi informazioni sulle variazioni della luminosità ambientale.

La Melatonina è sintetizzata nella Ghiandola Pineale che a sua volta è collegata alla vista ed alla regolare alternanza luce-buio. i suoi livelli nel sangue sono alti durante la notte e si riducono moltissimo durante il giorno.

LA MELATONINA. IL PUNTO DI CONNESSIONE TRA L’ALTERNANZA LUCE-BUIO ED IL SITEMA ENDOCRINO

L’Epifisi è quindi di una tipica struttura neuroendocrina (come ad esempio il surrene) dove il segnale nervoso (in questo caso l’alternanza di luce-buio) viene tradotto in un messaggio ormonale rappresentato dalla secrezione del suo ormone principale, la MELATONINA.
La sua particolare collocazione anatomica ha alimentato ed alimenta tuttora molte suggestioni sul suo ruolo tanto che ad ad esempio Cartesio già nel XVI^ secolo vi collocava la sede dell’anima.
E’ nel 1899 che si cominciò ad ipotizzare una sua connessione funzionale con l’asse endocrino ipotalamo-ipofisi-ovaio e ciò avvenne per merito dell’inglese Ogle e del tedesco Heuber.

La secrezione della Melatonina risente molto ed è strettamente dipendente dell’alternarsi del giorno e della notte (della luce e del buio) assumendo nel sangue un tipico andamento circadiano con livelli massimi durante la notte e minimi durante il giorno. Per la verità esistono anche variazioni stagionali dell’ormone e nella donna è stata anche dimostrata una variazione nel picco notturno correlata al ciclo mestruale (con livelli più bassi nel periodo peri-ovulatorio) ed ulteriori segnali regolatori provengono da altri ormoni (come ad esempio quelli ovarici e surrenalici).

Andamento ematico della Melatonina con valori più alti durante il buoi (fase sonno). Spesso nostre abitudini e necessità lavorative alterano questo ritmo fisiologico.

IL RUOLO BIOLOGICO DELLA MELATONINA. NON SOLO RIPRODUZIONE…

Vediamo ora le principali azioni attribuite alla Melatonina, al di fuori di leggende o miti artificiosamente costruiti:

FUNZIONE RIPRODUTTIVA:

  • l’azione è sostanzialmente antigonadotropa; la Pineale ha un ruolo importante come freno dello sviluppo sessuale fino alla pubertà quando verrebbe meno il suo freno inibitorio; tumori della Ghiandola Pineale sono stati associati a pubertà precoce. In alcuni piccoli animali regola i ritmi riproduttivi stagionali e non è da escludere che nella donna possa cooperare con i fini sistemi di regolazione del ciclo mestruale e dell’ovulazione; alterazioni secretorie sono state descritte nelle amenorree ipotalamiche e da stress e non è da escludere che molti disturbi ovulatori possano essere correlati con un’alterazione del suo ritmo circadiano;

INSONNIA, DISTURBI ADATTATIVI AMBIENTALI:

  • pur non essendo il principale regolatore del sonno è innegabile comunque la sua capacità ipnoinducente (riduzione del tempo di latenza prima dell’addormentamento); inoltre sembrerebbe migliorare la qualità stessa del sonno ed è stata usata con successo nella terapia dell’insonnia;
  • ha un ruolo importante nei nei disturbi da adattamento dopo viaggi che comportano sensibili variazioni del fuso orario; la somministrazione della Melatonina è il miglior rimedio farmacologico per contrastare i sintomi classificati nel disturbo da “jet lag”;
  • allo stesso modo si dimostra efficace nel contrastare i disturbi come astenia e sensazione di malessere diffuso ed aspecifico conseguenti ad alterazione del normale ciclo sonno – veglia (luce – buio) conseguenti ad esempio a turni di lavoro notturno ripetuti; da molti infatti alla regolare secrezione di Melatonina è attribuita una funzione di pace maker (sistema regolatore) di molti altre funzioni ormonali e metaboliche.

QUANDO LA MELATONINA NON FUNZIONA PIU’ POSSIAMO ANCHE INTEGRARLA

Non vi è settore della medicina dove non sia stata chiamata in campo la Melatonia: si va dall’invecchiamento (effeto antiossidante) all’oncologia, dalle malattie cardiovascolari all’immunologia ma riguardo questi ampi capitoli della medicina sono necessari ulteriori e più consistenti evidenze scientifiche. 

Ritengo interessante conoscere le situazioni che generalmente comportano una riduzione sulla secrezione notturna di melatonina, alterando quindi il suo normale ritmo circadiano:

  • l’invecchiamento;
  • l’esposizione notturna alla luce;
  • l’assunzione di alcuni farmaci antiipertensivi, antiinfiammatori, tranquillanti (benzodiazepine);
  • carenza nella dieta del triptofano (un aminoacido essenziale), l’abuso di alcolici, l’uso di caffè nelle ore notturne

La melatonina viene assunta per bocca nelle ore serali (dopo cena) ad un dosaggio che fino a 1 mg è considerato integrativo (non occorre ricetta medica); dosaggi superiori ad 1 mg sono farmacologici e necessitano di prescrizione medica.

MA COME PUO’ LA MELATONINA MIGLIORARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA?

In un lavoro presentato dalla Prof.ssa Svetlana Dragoijevic Dikic (Belgrado) al 18° Congresso Internazionale della Società di Endocrinologia Ginecologica ed in altri lavori precedentemente pubblicati si ipotizza che la Melatonina possa stimolare la produzione ormonale ovarica, la follicologenesi e la qualità ovocitaria tanto che il suo utilizzo viene incoraggiato anche nella Menopausa Precoce e nelle Insufficienze Ovariche più in generale.

VEDIAMO COME MANTENERE IL RITMO CIRCADIANO DELLA MELATONINA E AIUTARE LA TUA FERTILITA’?

Evita soprattuto i comportamenti che riducono il suo picco notturno. In particolare:

  • garantisci un periodo adeguato di buio durante la notte;
  • vai a letto prima delle 23 (in questo modo favorirai il picco naturale dell’ormone che avviene dopo le 24)
  • dormi almeno 8 ore continuative.

AUMENTARE LA FERTILITA’ e la possibilità di rimanere incinta con alcuni INTEGRATORI alimentari.

aumentare la fertilità con gli integratori

FERTILITA’ DELLA DONNA, LA POSSIBILITA’ DI RIMANERE INCINTA SEMPRE PIU’ A RISCHIO

E’ sempre più frequente per la donna dei nostri tempi pensare ad una gravidanza dopo i 35aa. Lo sappiamo, i motivi sono molteplici e li abbiamo anche analizzati in altre sezioni del nostro sito. Ma l’età non è il solo problema, sappiamo anche che la fertilità ed il potenziale riproduttivo della donna (la possibilità di avere una gravidanza) possono essere compromessi anche in età molto giovane come conseguenza di malattie o interventi medici e chirurgici. Quindi per molte donne è sempre più interessante trovare strumenti, rimedi, medicine, integratori per migliorare la fertilità talvolta ridotta.

PRIMA DI PENSARE A MIGLIORARE LA FERTILITA’ PROTEGGIAMOLA CON ALCUNE PICCOLE SEMPLICI MA IMPORTANTI ATTENZIONI.

Evitiamo di fumare ed usare droghe o superalcolici, manteniamo un peso corporeo ideale per la nostra altezza età e sesso (BMI), facciamo regolarmente attività fisica (belle passeggiate veloci almeno due volte la settimana) e seguiamo un’alimentazione bilanciata e corretta dove siano presenti tutti i componenti nutrizionali (la Dieta Mediterranea è perfetta), manteniamo il più possibile un normale ritmo sonno-veglia dormendo almeno 8 ore al giorno (il sistema endocrino femminile è molto sensibile all’alternanza luce-buio), riduciamo lo stress e facciamo sesso sicuro (le malattie infettive costituiscono uno dei principali problemi per la fertilità).

fumo di sigaretta e infertilità
Il fumo di sigaretta danneggia la fertilità della donna. In questa immagine la nostra storica segnalazione del 2003 confermata successivamente da innumerevoli pubblicazioni scientifiche.

IL NUMERO DEI FOLLICOLI OVARICI E LA QUALITA’ DEGLI OVOCITI POSSONO ESSERE MIGLIORATI , AUMENTATI ?

In effetti sia il numero dei follicoli ovarici che la qualità degli ovociti decrescono con l’età talvolta anche più velocemente in conseguenza di danni conseguenti a malattie, nostre abitudini di vita, trattamenti medici e chirurgici. In molti cicli di induzione dell’ovaluazione nell’ambito di Tecniche di Porcreazione Assistita (PMA) già da tempo si adoperano sostanze che migliorano la risposta dell’ovaio e la qualità ovocitaria. Molti studi hanno inoltre anche dimostrato che il processo di progressivo impoverimento dei follicoli ovarici e della qualità ovocitaria non è affatto irreversibile.

C’E’ UN MODO SEMPLICE PER MIGLIORARE LA FERTILITA’ ED AUMENTARE LA POSSIBILITA’ DI RIMANERE INCINTA ? ALCUNI INTEGRATORI POSSONO AIUTARTI.

Sui sistemi per migliorare la fertilità e comunque potenziarla si è scritto molto. Alcune tecniche come il Ringiovanimento Ovarico (PRP ovarica) sono piuttosto invasive e ciò nonostante ancora sperimentali e coronate da scarsi risultati.

Parliamo qui invece di integratori che se usati nel modo corretto e sotto controllo medico specialistico possono aiutare a migliorare la fertilità femminile senza effetti collaterali.

Il controllo medico è sempre necessario perchè se sospettate un problema di infertilità solo la visita ginecologica e gli accertamenti che ne conseguono possono confermare il vostro dubbio; lo Specialista Ginecologo sarà in grado con esami specifici come il Conteggio dei Follicoli Antrali ed alcuni dosaggi ormonali non solo di confermare la reale esistenza di un problema di Riserva Ovarica ma anche indicarvi la necessità di soluzioni più urgenti e monitorare eventuali miglioramenti.

COME POTENZIARE QUINDI LA FERTILITA?

La possibilità di rimanere incinta diminuisce progressivamente con l’età. Se non vi sono gravi problemi molti studi scientifici hanno ipotizzato che alcune sostanze (integratori della dieta) posso aiutarci a migliorare la fertilità e la possibilità di avere un figlio.

IL COENZIMA Q10 (CoQ10)

il Coenzima Q10 è importante per la fertilità della donna
Il Coenzima Q10 è importante per una normale ovulazione e buona qualità ovocitaria. Purtroppo decresce rapidamente con l’età.

Il Coenzima Q10 noto anche come Ubiquinone rappresenta una componente fondamentale dei mitocondri, organuli citoplasmatici presenti in tutte le cellule (comprese quelle riproduttive) e deputati alla produzione di energia.

I livelli del Coenzima Q10 sono più alti durante i nostri primi 20 anni di vita per poi diminuire con l’aumentare dell’età. Bassi livelli si riscontrano anche in corso di gravi malattie croniche, diabete, malattie cardiache, infezioni, trattamenti con alcuni farmaci (es. statine).

E’ stato dimostrato che il Coenzima Q10 è anche un potente antiossidante e che può aiutare a migliorare la qualità degli ovociti e il tasso di concepimento nelle donne sopra i 35 anni. Non solo, può aumentare il numero e la qualita’ degli ovociti disponibili per la fecondazione artificiale (PMA) riducendo i tempi necessari per rimanere incinta anche con il concepimento spontaneo. Probabilmente il DHEA riduce gli aborti spontanei, un problema significativo particolarmente frequente nelle donne che tentano la gravidanza dopo i 38-40 anni.

Il deficit progressivo legato all’età fa si quindi che donne over 35 hanno livelli molto più bassi di CoQ10 rispetto a quelle più giovani. E tutto ciò probabilmente rende la produzione di energia negli ovociti meno efficiente con conseguenze negative anche sulla loro qualità. Bassi livelli di CoQ10 possono causare oltre la diminuzione della produzione di energia anche un aumento dello stress ossidativo, ognuno dei quali può avere un impatto sull’ovulazione.

E’ stato ipotizzato quindi che l’integrazione del CoQ10 nella dieta possa aiutare le donne ad invertire il calo dovuto all’età e migliorare di conseguenza la qualità degli ovociti.

DHEA (Deidroepiandrosterone)

Metabolismo degli androgeni nella donna. Il DHEA è prodotto sia nel Surrene che nell’Ovaio.

Il DHEA è un ormone steroideo normalmente prodotto nel nostro organismo a livello del Surrene ma anche di altri tessuti come Ovaio e Cervello. Presenta un picco massimo in età giovanile (15-20 anni) e poi, con l’avanzare dell’età tende a diminuire.

Andamento delle concentrazioni del DHEA in uomini e donne con l’incrementare dell’età.

Con una capacità intrinseca debolmente androgenica è anche comunque un precursore di androgeni più potenti come il Testosterone ma anche degli estrogeni con effetti sulla performance generale, sull’umore (è considerato anche un neuro-ormone), sulla sessualità e sul Sistema Immunitario.

Studi recenti hanno anche dimostrano che il DHEA può aiutare ad aumentare la stimolazione follicolare e la produzione di ormoni ovarici. L’assunzione di DHEA può inoltre aiutare a migliorare la qualità degli ovociti nelle donne con diagnosi di riduzione della riserva ovarica (DOR) o insufficienza ovarica prematura (POF-POI).

Da tenere presente che il DHEA per i suoi potenziali effetti collaterali non deve essere assunto in dosi elevate e per periodi troppo prolungati. Di libera vendita in USA può essere usato in Italia solo con prescrizione medica.

MIO-INOSITOLO

L’Inositolo, sotto forma di mio-inositolo, può aiutare a migliorare i tassi di fertilità nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione associata a scarsa qualità dell’ovocita. È stato dimostrato che l’Inositolo aiuta a modulare la presenza di insulina nel corpo, che può avere un effetto significativo sull’ovulazione.Questo aiuta a migliorare il metabolismo del glucosio nelle donne con PCOS.

Studi clinici hanno dimostrato che l’inositolo può aiutare a ripristinare l’ovulazione normale, migliorare la qualità dell’uovo e aumentare i tassi di fertilizzazione nelle donne con PCOS.

L-ARGININA

L-arginina è un amminoacido che può aiutare a migliorare la risposta ovarica e il tasso di successo della gravidanza. L’integrazione con L-Arginina può aiutare ad aumentare la circolazione sanguigna verso l’utero e le ovaie, creando così un ambiente ottimale per la produzione di ovociti e l’impianto di dell’ovocita fecondato.

GLUTATHIONE

Il Glutatione, noto anche come GSH, è una molecola che si trova naturalmente nel corpo. Prodotto dal fegato, il Glutatione è costituito da tre aminoacidi: L-cisteina, glicina e L-glutammato. Il Glutatione si pensa che abbia effetti antiossidanti e per stimolanti il sistema immunitario. Composto da aminoacidi, il Glutatione è infatti un potente antiossidante e disintossicante.

La qualità dell’ovocita dipende molto dal Glutatione proprio grazie alle sue capacità di contrasto ai radicali liberi. Lo stress ossidativo può causare un aumento dei livelli ormonali e compromettere la salute delle ovaie. Il glutatione aiuta a proteggere gli ovociti dai danni durante il loro lungo processo di sviluppo.

Gli ovociti con livelli maggiori di Glutatione hanno dimostrato di produrre embrioni più sani e più forti. La supplementazione quindi è raccomandata per le donne con PCOS che potrebbero avere livelli significativamente più bassi di glutatione a causa della condizione.

MULTIVITAMINICI

Anche i preparati multivitaminici sembra possano aiutare a rimanere incinta. Alcuni sostengono che giovino alla buona preparazione dell’endometrio (il rivestimento interno dell’utero) per un ottimale annidamento della gravidanza iniziale e che supportino una migliore qualità degli ovociti, una maggiore fertilità e una gravidanza sana.

MELATONINA

La Melatonina è un ormone secreto dall’Epifisi una piccola ghiandola endocrina della regione posteriore del cervello; una ghiandola sensibile all’alternanza luce-buio e molto connessa allo sviluppo puberale e riproduttivo.

Piccole dosi di Melatonina assunte la sera al momento di coricarsi aiutano a ripristinare e mantenere normali ritmi endocrini ed una buona salute dell’ovaio spesso compromessa da alterazioni del sonno e dell’alternanza sonno-veglia.

CONTEGGIO DEI FOLLICOLI ANTRALI: un’ Ecografia per leggere la RISERVA OVARICA ed il tuo FUTURO RIPRODUTTIVO.

conteggio follicoli antrali

Il CONTEGGIO DEI FOLLICOLI ANTRALI (AFC) è considerato un Test affidabile e probabilmente anche più attendibile del dosaggio dell’Ormone Anti Mulleriano (AMH) per valutare la Riserva Ovarica e la capacità riproduttiva di una donna. Particolarmente indicato quindi nell’Infertilità e nei casi di scarsa risposta alla stimolazione dell’ovulazione ma anche utile quando si ha il sospetto di una Diminuita Riserva Ovarica (DOR) e si vuole tentare un recupero ovocitario per Crioconservazione.

FERTILITA’ E DONNE OCCIDENTALI: LA RIDUZIONE DELLA RISERVA OVARICA AL CENTRO DEL PROBLEMA.

L’infertilità e la sub-fertilità costituiscono un serio problema per le donne occidentali. Necessità di carriera, di studio, difficoltà nel raggiungere una posizione economica stabile, crisi della coppia inducono sempre più spesso le giovani donne a procrastinare la scelta riproduttiva.
Il problema riproduttivo femminile quindi molto spesso è legato direttamente alla fisiologica riduzione della Riserva Ovarica, cioè al progressivo impoverimento della quantità di follicoli e qualità ovocitaria.

Una Diminuzione della Riserva Ovarica purtroppo non è solo causa di infertilità (mancato concepimento ed aborti spontanei) ma anche di fallimento dei tentativi di Riproduzione Medicalmente Assistita (PMA) che tipicamente vengono messi in atto per risolvere il problema (ICSI, FIVET, IUI..)

Sebbene la quantità di follicoli ovarici ed ovociti declini a con l’età particolarmente dopo i 35aa la fertilità si esprime diversamente da donna a donna di pari età anche verosimilmente come conseguenza di fattori genetici eredo-familiari, ambientali (esempio fumo di sigaretta, radiazioni, sostanze tossiche), medici (uso di farmaci gonadotossici) e chirurgici (interventi ginecologici).

MA COME SI VALUTA LA RISERVA OVARICA?

Pensare quindi ad una valutazione della Riserva Ovarica può essere utile in diverse condizioni: quando si intende preservarla per una fertilità futura (Social Freezing ed Oncofertilità), quando si hanno problemi riproduttivi, quando si ha un’età superiore ai 35aa, quando ci sono fattori di rischio per donno ovarico.

I primi Test che normalmente vengono utilizzati sono:

  • il dosaggio dell’Ormone Follicolo Stimolante (FSH) e del 17 beta estradiolo (E2) possibilmente al 3° giorno della mestruazione oppure in qualsiasi momento nelle condizioni di amenorrea (assenza delle mestruazioni);
  • Il dosaggio dell’Ormone Anti Mulleriano (AMH), ritenuto un test molto affidabile e possibile in qualsiasi momento.

IL DOSAGGIO DELL’ORMONE FOLLICOLO STIMOLANTE (FSH) E DEL 17 BETA ESTRADIOLO (E2) viene fatto come abbiamo accennato con un prelievo di sangue al 3° giorno del ciclo.
Quando FSH supera 10 e particolarmente quando superiore a 18-20 mIL/ml si correla ad una Ridotta Riserva Ovarica (DOR) e quindi ad una maggiore possibilità di Infertilità e Menopausa Precoce.
Il 17 beta estradiolo di produzione ovarica rappresenta il principale estrogeno della donna e quando inferiore a 20 pg/ml anch’esso si correla con un grave deficit ovarico; difficilmente però viene dosato da solo per diagnosticare una Diminuita Riserva Ovarica (DOR);

L’ORMONE ANTI MULLERIANO (AMH) è entrato più recentemente nella diagnostica delle Insufficienze Ovariche ed ha assunto progressivamente un ruolo molto importante. AMH rispetto ad FSH ed E2 ha livelli più stabili nel sangue e difficilmente si presta a difficoltà interpretative. Prodotto dalle cellule della granulosa dei piccolissimi follicoli pre-antrali si correla direttamente al potenziale riproduttivo – endocrinologico dell’ovaio. Generalmente si ritiene che valori inferiori a 1 ng/mL siano indicativi di Ridotta Riserva Ovarica (ridotta quantità di follicoli e diminuita qualità ovocitaria) e quando inferiori a 0,2 ng/mL prognosticamente sfavorevoli anche per eventuali tentativi di induzione (stimolazione) dell’ovulazione.

Studio Medico Dott. Di Prospero. Percorso diagnostico nel sospetto di Insufficienza Ovarica – Ridotta Riserva Ovarica.


MA SE LA RISERVA OVARICA E’ BASSA A COSA SERVE IL CONTEGGIO DEI FOLLICOLI ANTRALI ?

IL CONTEGGIO DEI FOLLICOLI ANTRALI (AFC) consiste in una particolare ecografia pelvica transvaginale durante la quale vengono letteralmente contati tutti i minuscoli follicoli antrali, cioè quelli di dimensioni tra 2 e 10 mm. Immaginate quindi quanta esperienza ed attenzione è richiesta all’operatore e come anche la tecnologia ecografia debba essere di alto livello.

Al Conteggio dei Follicoli Antrali arrivano purtroppo donne alle quali gli esami di primo livello (FSH, E2, AMH) hanno già segnalato la possibilità di una Diminuita Riserva Ovarica. Questa metodica di valutazione della riserva ovarica e del potenziale riproduttivo femminile è infatti considerata un test definitivo, particolarmente utile per valutare le ultime chance, le probabilità di risposta ad un eventuale ciclo di stimolazione sia per fini riproduttivi PMA che per un tentativo di recupero e crioconservazione ovocitaria per fertilità futura.

Ecografia Pelvica Transvaginale per Conteggio dei Follicoli Antrali (AFC) in paziente di aa 25 con AMH <0,2. L’ovaio sinistro presenta un solo follicolo antrale di 3 mm.

IN REALTA’ NON SI TRATTA SOLO DI CONTEGGIO DEI FOLLICOLI ANTRALI MA MOLTO DI PIU’….

Il vantaggio dell’AFC rispetto al dosaggio dell’AMH è che consente di valutare insieme al numero complessivo dei follicoli antrali anche altri aspetti importanti dell’apparato genitale femminile come: dimensioni, posizione, ecostruttura delle ovaie (eventuali cisti endometriosiche tipicamente dannose per la qualità ovocitaria) ma anche pervietà e morfologia delle tube, morfologia dell’utero e della cavità endometriale (presenza di eventuali fibromi, polipi, alterazioni della risposta endometriale).

CONTEGGIO DEI FOLLICOLI ANTRALI. COME SI INTERPRETA?

Seppure si ritenga che i follicoli antrali di piccola taglia (tra 2 e 6 mm) siano quelli maggiormente correlati ad un buon esito riproduttivo, nella pratica si è visto che questa distinzione non porta alcun concreto giovamento; quindi il Conteggio Ecografico dei Follicoli Antrali (AFC) viene fatto sommando il totale dei follicoli tra 3 e 10 mm presenti su entrambe le ovaie.

Vediamo come leggere il risultato dell’AFC e comprenderne i termini prognostici:

  • AFC 0-4 Riserva Ovarica MOLTO BASSA; scarsa possibilità di risposta ad un tentativo di stimolazione ovarica; scarsa possibilità di gravidanza.
  • AFC 5-8 Riserva Ovarica BASSA; alto rischio di fallimento all’induzione dell’ovulazione.
  • AFC 9-19 Riserva Ovarica NORMALE; risposta alla stimolazione ovarica normale.
  • AFC > 20 Riserva Ovarica ALTA; possibilità di recuperare molti follicoli ma anche alto rischio di risposta eccessiva (Iperstimolazione Ovarica) alla stimolazione dell’ovulazione. Questa condizione è generalmente associata all’Ovaio Policistico.

COME PRESERVARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA: guida alle tecniche di protezione e ripristino.

Preservazione e protezione della fertilità femminile

PROTEGGI LA TUA FERTILITA’ E COSI’ ANCHE LA TUA SALUTE.

La protezione della fertilità, la sua preservazione e l’eventuale ripristino costituiscono uno dei temi più attuali della moderna Medicina della Riproduzione. Vediamo insieme come la speranza di una vita pienamente soddisfacente e di un figlio è possibile anche dopo il cancro, dopo gravi malattie o scelte riproduttive tardive legate al lavoro ed esigenze economiche.

TUMORI, INTERVENTI CHIRURGICI, ETA’ AVANZATA possono compromettere la fertilità della donna. Se da un lato è evidente che l’attuazione di efficienti programmi di tutela e protezione della fertilità femminile da parte delle Istituzioni Pubbliche è ormai mandatoria, è altrettanto importante che una maggiore sensibilità e cultura riguardo la protezione della fertilità sia da sviluppare proprio nelle le donne, particolarmente quelle più giovani, perché come vedrete preservare, proteggere e ripristinare la fertilità è possibile anche in situazioni talvolta molto drammatiche.

Proteggere la fertilità vuol dire preservare e mantenere anche una buona funzione endocrina dell’ovaio con indubbi benefici anche in termi di salute generale. Non trascurabile poi anche la prevenzione di aspetti aspetti psicologici negativi legati all’esperienza del figlio mancante.

LA FERTILITA’ DELLA DONNA DECRESCE CON L’ETA’ MA PUO’ ESSERE DANNEGIATA INDIPENDENTEMENTE DA ESSA.

Questo è un messaggio fondamentale. Non solo con il passare degli anni la possibilità di un figlio si riduce ma la funzione endocrina e riproduttiva dell’ovaio possono anche essere danneggiate da fattori esterni. Questa consapevolezza non dovrebbe creare angosce e forzature nelle proprie scelte di vita ma solo dei comportamenti più responsabili e virtuosi rispetto la propria salute, la protezione e preservazione della propria fertilità.

Il fumo di sigaretta è dannoso per la fertilità. Qui vedete la nostra segnalazione del 2004 successivamente confermata da innumerevoli pubblicazioni scientifiche.

Dovremmo infatti evitare fattori ambientali nocivi come il fumo di sigaretta: a questo proposito nel 2004 segnalammo a livello internazionale come le donne fumatrici anticipano la menopausa ed possono avere maggiore possibilità di danno alla riserva ovarica.

PRESERVARE LA FERTILITA’ FEMMINILE

Preservare la fertilità potrebbe servire quando si programma una prima gravidanza dopo i 36 anni.

La fertilià della donna decresce con l’età. Notare il particolare peggioramento tra i 35 ed i 39 aa.

La fertilità della donna decresce con l’età e parallelamente aumenta il rischio di infertilità; la criticità è particolarmente evidente quando vengono raggiunti o superati i 40aa di età.

Sappiamo come un numero sempre più grande di donne tenda a procrastinare la propria prima gravidanza; ciò probabilmente per diversi fattori tra i quali sicuramente la necessità di completare gli studi, la progressione nel lavoro e l’obiettivo di raggiungere una condizione economica stabile e sicura.

Questa moderna tendenza nelle scelte riproduttive porta particolarmente le donne occidentali ad avere un potenziale riproduttivo spesso ridotto al momento della scelta e quindi a dover sempre più frequentemente rivolgersi a centri specializzati in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Con il trascorrere degli anni e particolarmente dopo i 36 anni infatti la capacità riproduttiva di qualsiasi donna decresce ed in alcune anche più velocemente per la concomitanza di fattori ambientali (fumo di sigaretta), trattamenti medici o chirurgici (lunga assunzione di contraccettivi orali, interventi sull’ovaio…), malattie (Endometriosi, malattie infettive pelviche), fattori genetici-ereditari.

In questo gruppo di donne l’atteggiamento di preservazione della fertilità più efficace è quello di recuperare (stimolazione ovarica) e conservare gli ovociti (congelamento) prima dei 36 anni quando probabilmente la Riserva Ovarica e la Qualità Ovocitaria non sono compromessi in modo importante. Si parla comunemente in questi casi di “Social Freezing” perché la crioconservazione degli ovociti è legata solo a necessità “sociali” della donna e quindi disgiunta da esigenze mediche.

Preservare la fertilità è un’opzione invece sempre da considerare quando una donna di età inferiore ai 40aa e desiderosa di prole ammala di tumore ed ha buone possibilità di sopravvivere oppure quando una donna deve essere sottoposta ad intervento chirurgico (anche non demolitivo) o una terapia medica potenzialmente dannosi per le ovaie.

tecniche preservazione e protezione fertilità
Tecniche di preservazione e protezione della fertilità nella donna.

In questi casi il prelievo e la crioconservazione ovocitaria costituisce il metodo standard di intervento anche se sempre più efficace si sta dimostrando anche il prelievo laparoscopico di porzioni tessuto ovarico con successivo reimpianto (autotrapianto) in sede ortotopica (tipica intra-addominale dell’ovaio) od eterotopica e quindi in altri distretti come ad esempio anche il sottocute senza quindi la necessità di una nuova laparoscopia. Il trapianto di tessuto ovarico è anche una tecnica che talvolta viene scelta quando la stimolazione ormonale è contrindicata o quando i tempi operativi sono troppo brevi per la necessità di iniziare al più presto i trattamenti oncologici.

PROTEGGERE LA FERTILITA’

La protezione della fertilità è una cosa diversa dalla preservazione; mentre quest’ultima è generalmente pianificata e prevede comunque un intervento invasivo la protezione non è invasiva, ha meno controindicazioni e può essere intrapresa anche in stretta prossimità dell’evento potenzialmente lesivo; purtroppo non è efficace in tutti i casi.

Un’azione di protezione può già far parte della progettazione una corretta strategia chirurgica, può concretizzarsi in un’azione apparentemente semplice come la schermatura della pelvi durante l’esposizione a radiazioni ionizzanti ma generalmente si concretizza nell’uso di GnRH analoghi, farmaci in grado di creare un menopausa temporanea e rendere in questo modo l’ovaio meno sensibile agli eventi lesivi come possono essere ad esempio alcuni trattamenti medici anti-tumorali o l’uso di alcuni farmaci per malattie degenerative od autoimmuni croniche.

L’uso della pillola contraccettiva a questo scopo si è stato abbandonato da tempo perchè non efficace e non privo di rischi.

RIPRISTINARE E MIGLIORARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA

Il ripristino della fertilità è generalmente legato all’utilizzo di ovociti o di tessuto ovarico precedentemente crioconservati.

Nell’ambito del ripristino della fertilità a mio parere vanno considerati anche  la donazione di ovociti o di embrioni in quelle donne (purtroppo ancora molte) che non hanno potuto o che non hanno saputo che potevano accedere ad un programma di preservazione o protezione della fertilità.

L’autotrapianto dell’ovaio, tecnica da alcuni considerata sperimentale mentre per altri ormai è da considerare pienamente nelle opzioni di preservazione della fertilità, rispetto all’uso di ovociti congelati porta anche al ripristino della funzione endocrina con produzione di estradiolo e progesterone, cosa certamente non di poco rilievo per la salute della donna anche indipendentemente dal successo riproduttivo.

In realtà un più moderno ed attuale concetto di ripristino e miglioramento della fertilità non è legato solo all’utilizzo di ovociti e tessuto ovarico crioconservati.

Nel corso degli anni infatti si è visto che alcune sostanze ed alcuni ormoni posso essere considerati nell’ambito di strategie ccomplessi di ripristino e miglioramento della fertilitò inquanto sono in grado di migliorare la funzione dell’ovaio sia in senso endocrino che riproduttivo. Tra le sostanze ormonali che hanno dimostrato di poter bdeterminare un miglioramento della funzione ovarica in termini anche di ovulazione basti ricordare il Deidro-Epiandrosterone Solfato (DHEAS), l’Ormone della Crescita (GH), la Vitamina D, la Melatonina (MT). Ma anche alcuni integratori, anche nella mia modesta personale esperienza, hanno mostrato effetti positivi e tra questi gli Inositoli ed il Coenzima Q10.

Di una qualche utilità si sono dimostrati anche farmaci (vasodilatatori) che aumentano la vascolarizzazione dell’ovaio.

Tutte queste sostanze vengono attualmente usate “of label” e quindi al di fuori di una riconosciuta efficacia e sicurezza di utilizzo e quindi sulla base di accordi specifici con i pazienti, talvolta in programmi sperimentali e controllati.

Nelle attività di ripristino sicuramente da considerare anche il cosiddetto ringiovanimento dell’ovaio ed uterino.

ringiobanimento ovarico uterino e fattori di crescita
Indicazioni alla PRP OVARICA meglio nota come ”ringiovanimento ovarico” e PRP endometriale

Il ringiovanimento ovarico ed uterino endometriale si basa sull’uso di fattori di crescita della stessa paziente ed è indicato in casi di Insufficienza Ovarica, Ridotta Risposta Ovarica alla stimolazione, Rima Endometriale troppo sottile e non responsiva ai trattamenti.

Anche se il “ringiovanimento ovarico” (PRP OVARICA) ha dato fino ad oggi pochi risultati, numerose evidenze sperimentali hanno dimostrato che contrariamente a quanto ancora oggi molti credono la popolazione ovocitaria e la funzione endocrina dell’ovaio possono essere ripristinate a partire da cellule staminali. Allo stesso modo si è visto che lo spessore e la risposta endometriale posso essere migliorati con la stessa tecnica.

L’utilizzo di Fattori di Crescita è già noto in molti settori della Medicina: si tratta di sostanze prodotte naturalmente da alcune cellule del sangue (piastrine e globuli bianchi) quando il corpo ha bisogno di un processo riparativo; l’utilizzo di Fattori di Crescita Piastrinici derivati dalla stessa paziente per proteggere, migliorare o ripristinare la fertilità in donne con problema di Menopausa Precoce, Insufficienza Ovarica e scarsa Riserva Ovarica si sta dimostrando una tecnica promettente per la stimolazione di nuovi ovociti nell’ovaio (PRP Ovarica).

Questa tecnica chiamata forse impropriamente “ringiovanimento ovarico”  non sembra essere pericolosa ed attualmente è ancora da considerarsi sperimentale.

COME CONOSCERE L’ETA’ DELL’OVAIO

Argomento molto importante quello dell’età dell’ovaio. Per decidere potrebbe essere utile conoscere anche questo elemento. E allora cosa fare? Ci sono dei Test per arrivare ad una accurata valutazione dell’età dell’ovaio, del suo potenziale riproduttivo e fare anche una stima della distanza approssimativa dalla menopausa.

A questo prorposito oltre al dosaggio di FSH, 17 beta estradiolo al 3° giorno del ciclo un ruolo molto importante ha assunto la valutazione dell’Ormone Anti Mulleriano ed il conteggio dei Follicoli Antrali (AFC). Troverete molte informazioni a questo link.