Categorie
Gravidanza e Parto

LA VITA INTRAUTERINA e la fondamentale relazione madre-feto.

Iniziali segni di vita. Ecografia Ostetrica 5 settimane di gravidanza: l’attività cardiaca fetale comincia ad essere evidente.

VITA INTRAUTERINA ED ESPERIENZA SENSORIALE FETALE

Il feto durante i nove mesi della gestazione non è solo nell’attesa di nascere ma oltre all’organogenesi ed alla crescita compie esperienze conoscitive e comportamentali che costituiscono la sua vita prenatale; un’esperienza di vita intrauterina che sarà fondamentale per quella postnatale, per la propria personalità e per le future relazioni con la mamma, il nucleo familiare, la società.

Sappiamo infatti che può ascoltare e poi riconoscere voci e rumori; identifica perfettamente la mamma ed il restante ambiente familiare intuendo anche situazioni di tranquillità, di ansia o tensione. Tutto ciò avviene attraverso un progressivo sviluppo del sistema nervoso e degli organi di senso accanto al quale si compie un vera e propria vita intrauterina fatta anche molto verosimilmente di sogni ed astrazioni.

EMBRIONE O FETO ?
Il periodo embrionale va dall’inizio della terza settimana alla fine dell’ottava. E’dall’inizio della nona settimana che l’embrione passa allo stato fetale
assumento progressivamente caratteristiche umane

LA RELAZIONE MADRE – FETO. TRA SCAMBI NUTRITIVI, MICROBIOTA ED EPIGENETICA

Il feto vive in un intenso scambio di relazioni sensoriali con la mamma accanto al quale c’è una continua interazione non solo nutrizionale ma anche biochimica ed immuno-endocrinologica attraverso la placenta. Lo sviluppo prenatale va quindi intenso come periodo particolarmente intenso ed importante della vita dell’uomo con importanti aspetti determinanti sulla vita post-natale infantile, adolescenziale ed adulta.

Ma le relazioni materno-fetali vanno molto oltre scambi nutrizionali ed immuno-ematologichi. Studi recenti hanno infatti dimostrato che il Microbiota Materno (la popolazione batterica intestinale materna) determina le caratteristiche del Microbiota Fetale trasmettendo a quest’ultimo caratteristiche fondamentali (vantaggiose o svantaggiose) per la futura vita post-natale. Inoltre l’ Epigenetica ha dimostrato come la madre durante il perido gestazionale possa influenzare l’espressione fenotipica dei cromosomi fetali con caratteristiche che poi possono essere trasmesse alla prole futura.

Alcune patologie materne come il Diabete, l’Obesità, l’Ipertensione Arteriosa possono determinare seri problemi al feto ma anche al neonato come anche comportamenti alimentari e stili di vita materni virtuosi contribuiscono sicuramente alla nascita ed allo sviluppo di individui sani e longevi.

sviluppo embrionale e fetale
Le tappe della sviluppo embrionale e fetale.

LO SVILUPPO COGNITIVO E SENSORIALE FETALE:. LA VITA INIZIA ORA.

Il feto si muove e lo sviluppo dei movimenti fetali si accompagna all’attivazione degli organi sensoriali come il tatto (il più precoce), l’olfatto ed il gusto (le papille gustative sono presenti già a 11 settimane) e più tardivamente l’udito (a 16 settimane risposte a stimoli tra i 250 e 500 Hz per essere già simile all’adulto a 24) e la vista.

Attraverso la funzione uditiva il feto si apre al modo esterno, fa esperienza, comincia ad apprendere e ricordare; la ricercatrice francese Marie Claire Busnel ha dimostrato come esso infatti posta distinguere le voci e riconoscere storie già note. Ma è anche sorprendente come il feto sviluppi anche dei gusti e preferenze alimentari sulla base dell’alimentazione materna (Schaal et al) ed infine come maturi un vissuto psicologico basato su quello materno.

Il feto quindi sviluppa già molto precocemente quelle competenze di tipo sensoriale, mnestico ed astrattivo che determinano la sua esperienza di vita prenatale; un’esperienza indispensabile per affrontare adeguatamente quella successiva alla nascita. Questo periodo importante della vita umana è purtroppo gravato da un alto tasso di mortalità (particolarmente nel primo trimestre) e può essere turbato da malattie, stress, fumo di sigaretta, assunzione di droghe, conflitti psicologici familiari, rumori; fattori interferenti che tutti spesso si traducono in alterazioni dell’attività motoria del feto.

Il feto non è in una semplice attesa di nascere, già vive dentro di voi ed insieme a voi fa le sue esperienze. Conoscere le sua vita intrauterina faciliterà anche le vostre relazioni postnatali.

Categorie
Ovaio Policistosi Ovarica

POLICISTOSI OVARICA. Non solo un problema di mestruazioni scarse… Gli esami che aiutano a riconoscerla.

POLICISTOSI OVARICA. ORIGINE INCERTA MA CONSEGUENZE NOTE.

Seppure l’origine della Policistosi Ovarica non è ancora completamente chiarita conosciamo davvero molti aspetti clinici di questa malattia dell’ovaio che è caratterizzata da irregolarità mestruali del tipo oligo-amenorrea (mestruazioni con forti ritardi o assenza anche per mesi), incremento della pilificazione, acne, obesità o sovrappeso; sintomi per la verità diversamente associati e non sempre tutti frequenti. Questa malattia, ad insorgenza precoce adolescenziale, ha come corrispettivo morfologico ovarico la presenza di piccole microcisti a disposizione prevalentemente corticale (vicine alla superficie dell’ovaio), ispessimento della zona midollare (interna) e talvolta incremento volumetrico.

COME SI FA LA DIAGNOSI DI OVAIO POLICISTICO?

Attualmente per la diagnosi di Ovaio Policistico (acronimi PCO o PCOS – sinonimi Sindrome dell’Ovaio Policistico e Micropolicistosi Ovarica) vengono usati i criteri concordati nel 2003 dal Gruppo di Rotterdam dell’ESHERE (tabella 1): devono essere presenti al meno due reperti tra irregolarità mestruali (oligo o amenorrea con anovulazione), segni clinici (irsutismo, ipertricosi, acne) o laboratoristici (incremento del Testosterone, Androstenedione) di iperandrogenismo, reperto ecografico di ovaio micropolicistico

L’ECOGRAFIA PELVICA SERVE SEMPRE?

L’ecografia quindi non è indispensabile per la diagnosi ma è comunque molto importante nella diagnostica differenziale con l’ovaio multifollicolare, un’altra condizione disfunzionale dell’ovaio anch’essa abbastanza frequente e caratterizzata dalla presenza di molteplici follicoli (generalmente superiori ai 9mm) distribuiti su tutto l’ambito dell’ovaio tanto da non consentire di distinguere chiaramente la corticale e la midollare completamente coinvolte.

I DOSAGGI ORMONALI NELL’OVAIO POLICISTICO SONO UTILI?

La diagnostica ormonale è sempre utile nello OVAIO POLICISTICO e MICROPOLICISTOSI OVARICA (generalmente considerata la sua variante meno grave): oltre a fornire criteri importanti come la presenza eventuale di iperandrogenismo di origine ovarica consente di verificare il rapporto LH/FSH (nella PCOS generalmente >1) e la presenza di eventuali comorbilità endocrine come disturbi della Tiroide, Surrene o della secrezione della Prolattina. I dosaggi ormonali aiutano inoltre nel monitoraggio clinico consentendo di verificare il raggiungimento dei livelli deiderati di testosterone libero e totale, dell’Androstenedione e della SHBG (la proteina di trasporto degli ormoni steroidei).

aspetti ormonali policistosi ovarica

Molto interessante il più recente uso del dosaggio dell’Ormone Anti-Mulleriano (AMH) nella diagnostica ormonale dell’Ovaio Policistico e della Micropolicistosi Ovarica. l’AMH è una glicoproteina prodotta dai testicoli nell’uomo e dai follicoli ovarici nella donna; essendo prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli primordiali è considerato attualmente un ottimo indicatore della Riserva Ovarica e quindi del potenziale di fertilità della donna. Sembra però che livelli di AMH superiori al normale si correlino proprio alla Policistosi Ovarica e che probabilmente questa malattia si possa correlare ad una elevata esposizione all’Ormone Anti Mulleriano già in epoca pre-natale. A prescindere quindi da implicazioni etiopatogenetiche molto interessanti che riconduco all’ambiente intrauterino ed alla gravidanza il possibile momento inziale della Policistosi Ovarica è sempre più chiaro che il dosaggio dell’AMH è un ottimo test diagnostico anche pel la Policistosi Ovarica e l’Ovaio Micropolicistico.

DOSARE LA VITAMINA D3 ?

Nuove evidenze scientifiche mostrano un frequente deficit della Vitamina D3 nelle ragazze affette da Policistosi Ovarica (Micropolicistosi Ovarica) e sembra che il miglioramento dei livelli della Vitamina D possa aiutare a ristabilire flussi mestruali regolari e cicli ovulatori. Il dato è molto recente e necessita di ulteriori conferme. Dosare la Vitamina D potrebbe comunque essere utile.

EFFETTI RIPRODUTTIVI DELLA POLICISTOSI OVARICA

Conseguenze riproduttive: anovularietà con possibile difficoltà nel concepimento; abortività ripetuta; complicanze in gravidanza. Bisogna comunque dire che le conseguenze riproduttive dipendono dalla gravità del quadro clinico e che oggi vengono molto limitate dall’intervento medico.

Negli effetti riproduttici un ruolo importante è attribuito all’Obesità ed alle alterazioni Metaboliche spesso presenti in questa malattia e ne deriva quindi che nessun trattamento potrà essere efficace se non considera questi due aspetti.