COME PRESERVARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA: guida alle tecniche di protezione e ripristino.

Preservazione e protezione della fertilità femminile

PROTEGGI LA TUA FERTILITA’ E COSI’ ANCHE LA TUA SALUTE.

La protezione della fertilità, la sua preservazione e l’eventuale ripristino costituiscono uno dei temi più attuali della moderna Medicina della Riproduzione. Vediamo insieme come la speranza di una vita pienamente soddisfacente e di un figlio è possibile anche dopo il cancro, dopo gravi malattie o scelte riproduttive tardive legate al lavoro ed esigenze economiche.

TUMORI, INTERVENTI CHIRURGICI, ETA’ AVANZATA possono compromettere la fertilità della donna. Se da un lato è evidente che l’attuazione di efficienti programmi di tutela e protezione della fertilità femminile da parte delle Istituzioni Pubbliche è ormai mandatoria, è altrettanto importante che una maggiore sensibilità e cultura riguardo la protezione della fertilità sia da sviluppare proprio nelle le donne, particolarmente quelle più giovani, perché come vedrete preservare, proteggere e ripristinare la fertilità è possibile anche in situazioni talvolta molto drammatiche.

Proteggere la fertilità vuol dire preservare e mantenere anche una buona funzione endocrina dell’ovaio con indubbi benefici anche in termi di salute generale. Non trascurabile poi anche la prevenzione di aspetti aspetti psicologici negativi legati all’esperienza del figlio mancante.

LA FERTILITA’ DELLA DONNA DECRESCE CON L’ETA’ MA PUO’ ESSERE DANNEGIATA INDIPENDENTEMENTE DA ESSA.

Questo è un messaggio fondamentale. Non solo con il passare degli anni la possibilità di un figlio si riduce ma la funzione endocrina e riproduttiva dell’ovaio possono anche essere danneggiate da fattori esterni. Questa consapevolezza non dovrebbe creare angosce e forzature nelle proprie scelte di vita ma solo dei comportamenti più responsabili e virtuosi rispetto la propria salute, la protezione e preservazione della propria fertilità.

Il fumo di sigaretta è dannoso per la fertilità. Qui vedete la nostra segnalazione del 2004 successivamente confermata da innumerevoli pubblicazioni scientifiche.

Dovremmo infatti evitare fattori ambientali nocivi come il fumo di sigaretta: a questo proposito nel 2004 segnalammo a livello internazionale come le donne fumatrici anticipano la menopausa ed possono avere maggiore possibilità di danno alla riserva ovarica.

PRESERVARE LA FERTILITA’ FEMMINILE

Preservare la fertilità potrebbe servire quando si programma una prima gravidanza dopo i 36 anni.

La fertilià della donna decresce con l’età. Notare il particolare peggioramento tra i 35 ed i 39 aa.

La fertilità della donna decresce con l’età e parallelamente aumenta il rischio di infertilità; la criticità è particolarmente evidente quando vengono raggiunti o superati i 40aa di età.

Sappiamo come un numero sempre più grande di donne tenda a procrastinare la propria prima gravidanza; ciò probabilmente per diversi fattori tra i quali sicuramente la necessità di completare gli studi, la progressione nel lavoro e l’obiettivo di raggiungere una condizione economica stabile e sicura.

Questa moderna tendenza nelle scelte riproduttive porta particolarmente le donne occidentali ad avere un potenziale riproduttivo spesso ridotto al momento della scelta e quindi a dover sempre più frequentemente rivolgersi a centri specializzati in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Con il trascorrere degli anni e particolarmente dopo i 36 anni infatti la capacità riproduttiva di qualsiasi donna decresce ed in alcune anche più velocemente per la concomitanza di fattori ambientali (fumo di sigaretta), trattamenti medici o chirurgici (lunga assunzione di contraccettivi orali, interventi sull’ovaio…), malattie (Endometriosi, malattie infettive pelviche), fattori genetici-ereditari.

In questo gruppo di donne l’atteggiamento di preservazione della fertilità più efficace è quello di recuperare (stimolazione ovarica) e conservare gli ovociti (congelamento) prima dei 36 anni quando probabilmente la Riserva Ovarica e la Qualità Ovocitaria non sono compromessi in modo importante. Si parla comunemente in questi casi di “Social Freezing” perché la crioconservazione degli ovociti è legata solo a necessità “sociali” della donna e quindi disgiunta da esigenze mediche.

Preservare la fertilità è un’opzione invece sempre da considerare quando una donna di età inferiore ai 40aa e desiderosa di prole ammala di tumore ed ha buone possibilità di sopravvivere oppure quando una donna deve essere sottoposta ad intervento chirurgico (anche non demolitivo) o una terapia medica potenzialmente dannosi per le ovaie.

tecniche preservazione e protezione fertilità
Tecniche di preservazione e protezione della fertilità nella donna.

In questi casi il prelievo e la crioconservazione ovocitaria costituisce il metodo standard di intervento anche se sempre più efficace si sta dimostrando anche il prelievo laparoscopico di porzioni tessuto ovarico con successivo reimpianto (autotrapianto) in sede ortotopica (tipica intra-addominale dell’ovaio) od eterotopica e quindi in altri distretti come ad esempio anche il sottocute senza quindi la necessità di una nuova laparoscopia. Il trapianto di tessuto ovarico è anche una tecnica che talvolta viene scelta quando la stimolazione ormonale è contrindicata o quando i tempi operativi sono troppo brevi per la necessità di iniziare al più presto i trattamenti oncologici.

PROTEGGERE LA FERTILITA’

La protezione della fertilità è una cosa diversa dalla preservazione; mentre quest’ultima è generalmente pianificata e prevede comunque un intervento invasivo la protezione non è invasiva, ha meno controindicazioni e può essere intrapresa anche in stretta prossimità dell’evento potenzialmente lesivo; purtroppo non è efficace in tutti i casi.

Un’azione di protezione può già far parte della progettazione una corretta strategia chirurgica, può concretizzarsi in un’azione apparentemente semplice come la schermatura della pelvi durante l’esposizione a radiazioni ionizzanti ma generalmente si concretizza nell’uso di GnRH analoghi, farmaci in grado di creare un menopausa temporanea e rendere in questo modo l’ovaio meno sensibile agli eventi lesivi come possono essere ad esempio alcuni trattamenti medici anti-tumorali o l’uso di alcuni farmaci per malattie degenerative od autoimmuni croniche.

L’uso della pillola contraccettiva a questo scopo si è stato abbandonato da tempo perchè non efficace e non privo di rischi.

RIPRISTINARE E MIGLIORARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA

Il ripristino della fertilità è generalmente legato all’utilizzo di ovociti o di tessuto ovarico precedentemente crioconservati.

Nell’ambito del ripristino della fertilità a mio parere vanno considerati anche  la donazione di ovociti o di embrioni in quelle donne (purtroppo ancora molte) che non hanno potuto o che non hanno saputo che potevano accedere ad un programma di preservazione o protezione della fertilità.

L’autotrapianto dell’ovaio, tecnica da alcuni considerata sperimentale mentre per altri ormai è da considerare pienamente nelle opzioni di preservazione della fertilità, rispetto all’uso di ovociti congelati porta anche al ripristino della funzione endocrina con produzione di estradiolo e progesterone, cosa certamente non di poco rilievo per la salute della donna anche indipendentemente dal successo riproduttivo.

In realtà un più moderno ed attuale concetto di ripristino e miglioramento della fertilità non è legato solo all’utilizzo di ovociti e tessuto ovarico crioconservati.

Nel corso degli anni infatti si è visto che alcune sostanze ed alcuni ormoni posso essere considerati nell’ambito di strategie ccomplessi di ripristino e miglioramento della fertilitò inquanto sono in grado di migliorare la funzione dell’ovaio sia in senso endocrino che riproduttivo. Tra le sostanze ormonali che hanno dimostrato di poter bdeterminare un miglioramento della funzione ovarica in termini anche di ovulazione basti ricordare il Deidro-Epiandrosterone Solfato (DHEAS), l’Ormone della Crescita (GH), la Vitamina D, la Melatonina (MT). Ma anche alcuni integratori, anche nella mia modesta personale esperienza, hanno mostrato effetti positivi e tra questi gli Inositoli ed il Coenzima Q10.

Di una qualche utilità si sono dimostrati anche farmaci (vasodilatatori) che aumentano la vascolarizzazione dell’ovaio.

Tutte queste sostanze vengono attualmente usate “of label” e quindi al di fuori di una riconosciuta efficacia e sicurezza di utilizzo e quindi sulla base di accordi specifici con i pazienti, talvolta in programmi sperimentali e controllati.

Nelle attività di ripristino sicuramente da considerare anche il cosiddetto ringiovanimento dell’ovaio ed uterino.

ringiobanimento ovarico uterino e fattori di crescita
Indicazioni alla PRP OVARICA meglio nota come ”ringiovanimento ovarico” e PRP endometriale

Il ringiovanimento ovarico ed uterino endometriale si basa sull’uso di fattori di crescita della stessa paziente ed è indicato in casi di Insufficienza Ovarica, Ridotta Risposta Ovarica alla stimolazione, Rima Endometriale troppo sottile e non responsiva ai trattamenti.

Anche se il “ringiovanimento ovarico” (PRP OVARICA) ha dato fino ad oggi pochi risultati, numerose evidenze sperimentali hanno dimostrato che contrariamente a quanto ancora oggi molti credono la popolazione ovocitaria e la funzione endocrina dell’ovaio possono essere ripristinate a partire da cellule staminali. Allo stesso modo si è visto che lo spessore e la risposta endometriale posso essere migliorati con la stessa tecnica.

L’utilizzo di Fattori di Crescita è già noto in molti settori della Medicina: si tratta di sostanze prodotte naturalmente da alcune cellule del sangue (piastrine e globuli bianchi) quando il corpo ha bisogno di un processo riparativo; l’utilizzo di Fattori di Crescita Piastrinici derivati dalla stessa paziente per proteggere, migliorare o ripristinare la fertilità in donne con problema di Menopausa Precoce, Insufficienza Ovarica e scarsa Riserva Ovarica si sta dimostrando una tecnica promettente per la stimolazione di nuovi ovociti nell’ovaio (PRP Ovarica).

Questa tecnica chiamata forse impropriamente “ringiovanimento ovarico”  non sembra essere pericolosa ed attualmente è ancora da considerarsi sperimentale.

COME CONOSCERE L’ETA’ DELL’OVAIO

Argomento molto importante quello dell’età dell’ovaio. Per decidere potrebbe essere utile conoscere anche questo elemento. E allora cosa fare? Ci sono dei Test per arrivare ad una accurata valutazione dell’età dell’ovaio, del suo potenziale riproduttivo e fare anche una stima della distanza approssimativa dalla menopausa.

A questo prorposito oltre al dosaggio di FSH, 17 beta estradiolo al 3° giorno del ciclo un ruolo molto importante ha assunto la valutazione dell’Ormone Anti Mulleriano ed il conteggio dei Follicoli Antrali (AFC). Troverete molte informazioni a questo link.

VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA. QUALI FARE E QUALI EVITARE.

vaccinazioni in gravidanza

LE VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA SONO UN ARGOMENTO POCO CONOSCIUTO E DEL QUALE SOVENTE ANCHE GLI OPERATORI SANITARI IGNORANO L’IMPORTANZA.

E’ per questo motivo che recentemente il Ministero della Salute con la circolare del 7 agosto 2018ha ritenuto opportuno ribadire l’importanza di alcune vaccinazioni come strumento per proteggere la salute delle donne in età fertile e come importante strumento di prevenzione sia per donne che per i nascituri in previsione o durante la gravidanza.

Sul sito del Ministeroviene riportata una sintesi sia delle vaccinazioni indicate in età fertile, in previsione della gravidanza e durante il periodo gestazionale come anche viene riportato un elenco di quelle che invece sono controindicate.

Vediamo ora brevemente di riassumere alcuni punti fondamentali.

LE VACCINAZIONI CONSIGLIATE IN ETA’ FERILE.

Poiché alcune malattie infettive possono incidere negativamente sulla fertilità od avere conseguenze negative sull’esito della gravidanza tutte le donne in età fertile, verificare di essere immuni per Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella ed eventualmente vaccinarsi.

Il Ministero pone l’attenzione anche sulla vaccinazione contro il Papilloma Virus (l’età ideale è a 12aa ma benefici sono presenti anche in epoche successive) e sul corretto richiamo decennale contro la Difterite, Tetano e Pertosse.

LE VACCINAZIONI CONSIGLIATE IN PREVISIONE DELLA GRAVIDANZA.

La salute della donna e quella del futuro bambino trovano nel momento pre-concezionale un momento importante di prevenzione.Tra le azioni da intraprendere è molto importante che tutte le donne che programmano una gravidanza verifichino di essere state vaccinate e di essere protette per Morbillo-Parotite- Rosolia (MPR) e Varicella considerato l’elevato rischio che queste malattie infettive comportano per il nascituro particolarmente quando contratte nelle fasi iniziali della gravidanza. Da considerare inoltre che la Varicella quando contratta nell’immediato periodo pre-parto può costituire un serio pericolo oltre che per il neonato anche per la mamma stessa.

Poiché il vaccino MPR (Morbillo, Pertosse, Rosolia) e quello per la Varicella sono controindicati in gravidanza è molto importante che vengano fatti assolutamente prima di programmarla.

VACCINAZIONI RACCOMANDATE IN GRAVIDANZA.

Nel corso della gravidanza è raccomandata la vaccinazione per Difterite, Tetano, Pertosse (dTpa) che andrebbe ripetuta ad ogni nuova gestazione ed effettuata possibilmente durante il 3° trimestre possibilmente alla 28a settimana anche se la donna è in regola con i richiami decennali.

La Pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita è una condizione patologica molto grave e potenzialmente mortale trasmessa spesso dalla madre stessa; la vaccinazione contro la Pertosse fatta alla 28a settimana ha lo scopo di far trasmettere al neonato prima del parto un sufficiente numero di anticorpi protettivi di produzione materna.

Il vaccino dTpa si è dimostrata sicuro sia per la gestante che per il feto.

Il vaccino anti-influenzale è raccomandato invece ed offerto gratuitamente a tutte le gestanti che si trovano al 2° e 3° trimestre di gravidanza ed in prossimità della stagione epidemica

LE VACCINAZIONI DA NON FARE IN GRAVIDANZA.

I vaccini contro MPR e Varicella poiché contengono virus vivi attenuati sono controindicati in gravidanza ed e necessario che tutte le donne vaccinate per questi virus posticipino di almeno un mese il tentativo di concepimento. Tuttavia somministrazioni accidentali in donne che non sapevano di essere gravide non hanno determinato un aumento di aborti o malformazioni e tale occorrenza non rappresenta un’indicazione all’interruzione della gravidanza.

Le donne non immuni dovrebbero essere vaccinate subito dopo il parto o prima della dimissione ospedaliera o comunque subito dopo.

Anche la vaccinazione HPV non è raccomandata in gravidanza

Nella Tabella 1, presa dalla stessa circolare del Ministero della salute sono riassunte tutte le vaccinazioni raccomandate o controindicate in età fertile, gravidanza e puerperio

Tabella riassuntiva sulle vaccinazioni in gravidanza e nel periodo fertile della donna. Fonte: Ministero della Salute.

E TU SEI VACCINATA?

– se sei giovane ed ancora non pensi ad una gravidanza fai regolarmente il Pap Test ma verifica di essere stata vaccinata per il Virus HPV (causa il tumore del corpo della cervice uterina);

– se stai pensando ad una gravidanza verifica di essere immune per Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella; se non sei immune provvedi alla vaccinazione (è sicura) ma evita il concepimento per almeno 1 mese dopo il vaccino (il tuo ginecologo potrebbe anche prescriverti un contraccettivo a questo scopo);

– se sei in gravidanza indipendentemente dalla tua situazione vaccinale e dai richiami eventualmente fatti dovresti fare il vaccino dTpa idealmente alla 28a settimana (nessun rischio per te e per il tuo bambino). E se sei nel secondo o terzo trimestre ed in prossimità della classica stagione epidemica considera anche il vaccino anti-influenzale;

– se hai partorito da poco e non sei immune provvedi al più presto al vaccino MPR e Varicella.

Età dell’Ovaio, Riserva Ovarica e Capacità Riproduttiva; come valutare.

come valutare la riserva ovarica

L’OVAIO HA UN’ETA’ BIOLOGICA CHE NON SEMPRE CORRISPONDE A QUELLA ANAGRAFICA.

Conoscere che età ha il tuo ovaio vuol dire conoscere la tua Capacità Riproduttiva. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e quando è utile valutare l’Età dell’Ovaio e la Riserva Ovarica.

Vediamo allora cos’è la Riserva Ovarica. Anche se l’argomento è ancora ancora oggetto di ricerca scientifica e non mancano controversie possiamo molto ragionevolmente definire come “riserva ovarica” la capacità dell’ovaio di produrre follicoli idonei ad essere fecondati e dare un embrione sano. Si tratta quindi realmente di un aspetto molto importante di quella che può essere considerata più globalmente la capacità riproduttiva di una donna.

riserva ovarica
Ciclo del follicolo ovarico. la riserva ovarica è correlata alla quantità di follicoli antrali (3-10mm).

MA PERCHE’ OGGI SI PARLA SEMPRE PIU’ SPESSO DI RISERVA OVARICA ED A COSA SERVE CONOSCERLA?

Indubbiamente è la medicina della Riproduzione e l’incremento del desiderio riproduttivo in età avanzata (>35-37 aa) che hanno destato il maggiore interesse ma la Riserva Ovarica viene studiata anche in donne giovanissime con sterilità altrimenti inspiegata o reduci da trattamenti farmacologici, chirurgici, radio o chemioterapici che possano aver danneggiato le ovaie.

QUALI SONO GLI STRUMENTI PER VALUTARE LA RISERVA OVARICA ED IL TUO POTENZIALE RIPRODUTTIVO?

Sono sostanzialmente tre:

  • il dosaggio dell’FSH (Follicle Stimulating Hormone)
  • il dosaggio dell’AMH (Anti Mullerian Hormone)
  • il conteggio ecografico dei follicoli antrali (AFC)

L’FSH è una piccola proteina secreta dall’Ipofisi Anteriore (Adenoipofisi) secondo un ritmo pulsatile nel sangue ed è indispensabile per il corretto funzionamento dell’ovaio e per l’ovulazione. I suoi livelli noltre sono correlati inversamente al patrimonio follicolare. Il dosaggio dell’FSH al 3° giorno del ciclo è stato il primo ed è ancora oggi il più diffuso metodo di valutazione della capacità riproduttiva dell’ovaio. Si raccomandano generalmente almeno due determinazioni di FSH in due differenti cicli mestruali (anche consecutivi) escludendo l’assunzioe di farmaci come ad esempio la pillola che ne potrebebro alterare il dosaggio. Valori inferiori a 10 mIU/ml vengono considerati normali, deponenti per ridotta fertilità quando compresi tra 10 e 25, francamente infausti a fini riproduttivi quando superiroi a 25 mIU/ml.

L’Ormone Antimulleriano (AMH) è una glicoproteina appartenente alla famiglia del “transforming growth factor beta e

Andamento dell’Ormone Anti Mulleriano (AMH) rispetto all’età della donna; notate il rapido decremento dopo i 35 aa.

storicamente le prime conoscenze risalgono agli studi sulla differenziazione sessuale (regressione dei dotti di Müller nel maschio); successivamente divenne evidente come l’AMH fosse prodotto anche nell’ovaio dai follicoli preantrali e da quelli piccoli antrali. Si ritiene che l’Ormone Antimulleriano nella donna rappresenti un importante regolatore della crescita follicolare e che agisca in senso inibitorio sul reclutamento follicolare in antagonismo all’azione dell’ FSH; la sua carenza accelererebbe quindi la deplezione ovocitaria. Essendo l’Ormone Anti Melleriano indipendente dalla crescita follicolare ha livelli ematici abbastanza stabili durante il ciclo mestruale e può essere dosato in qualsiasi momento. Recenti studi hanno dimostrato in realtà valori più bassi infase luteale ma la difefrenza non è significativa, inoltre anche per il dosaggio dell’ AMH bisogna fare attenzione a fattori interferenti come la prolungata assunzione di contraccettivi orali (OC) e lo stato di gravidanza che ne riducono i livelli.

E’ noto inoltre che le pazienti con Ovaio Policistico (PCO) presentano tipicamente valori da 2 a 4 volte maggiori rispetto a donne sane e che tale dato si correla ad un maggio rischio di iperstimolazione. Attualmente il dosaggio dell’ Ormone Anti Mulleriano è considerato il test più affidabile per valutare la riserva ovarica (direttamente correlato al numero di follicoli antrali) e viene routinariamente effettuato in previsione di trattamenti di riproduzione medicalmente assistita (PMA) per la sua alta predittività della risposta follicolare (numero di ovociti recuperabili al pick up) all’induzione farmacologica. Il recente superamento di difficoltà di dosaggio e conseguente difformità di lettura dei risultati ha facilitato la sua diffusione ed utilizzo nella pratica clinica anche al di fuori della PMA come anche è il caso delle Insufficienze Ovariche occulte. Attualmente 1 ng/ml sembra essere il valore soglia sotto il quale la riserva ovarica può considerarsi ridotta e particolarmente valori inferiori a 0,5 ng/ml sembrano predittivi di una scarsa risposta ovarica nell’88% dei casi.

Il Conteggio dei Follicoli Antrali (AFC) viene effettuato mediante una metodica ecografica abbastanza sofisticata che si affianca alle precedenti nella valutazione di quella che potremmo chiamare “età ovarica” , essendo comunque la riserva ovarica espressione anche e soprattutto dell’invecchiamento. Con una sonda ecografica transvaginale (meglio se di tipo tridimensionale) vien condotta una valutazione volumetrica di entrambe le ovaie e poi si procede al conteggio dei follicoli antrali (2-10mm) in fase follicolare precoce 3-5° giorno del ciclo; particolarmente il conteggio dei follicoli con un diametro compreso tra 2 e 6mm (piccoli follicoli antrali) sembra meglio correlarsi con la riserva ovarica funzionale. Recenti studi istologici dimostrano come la AFC abbia un’attendibilità sovrapponibile a quella dell’ AMH. Anche se non vi è unanime accordo sui valori soglia possiamo ragionevolmente affermare che una un volume ovarico complessivo superiore a 6 cm3 ed un conteggio dei follicoli antrali uguale o superiore 7 sono da considerarsi rassicuranti (ottime chance riproduttive sembrano date da conteggi superiori a 12).

L’ETA’ ANAGRAFICA NELLA RIPRODUZIONE.

Va comunque considerata nella valutazione del Potenziale Riproduttivo e sembra indipendente dai test che abbiamo descritto.  Infatti tutta una serie di dati orienta sul fatto che dopo i 38-40aa si ha una ridotta qualità ovocitaria indipendente dalla riserva ovarica e probabilmente legata ad accumulo di danni sull’ovocita che potrebbero essere conseguenti a stress ossidativo ed insulti anche di tipo chimico, termico o infettivo.

MA ESISTE ANCHE LA POSSIBILITA’ DI DANNI AMBIENTALI ALLA RISERVA OVARICA?

Io stesso in un ormai storico lavoro pubblicato su Reproductive BioMedicine Online nel 2003 dimostrai un danno diretto legato al tabagismo (fumo di sigaretta).

Vorrei ora sottolineare un’aspetto molto importante della riserva ovarica e cioè la sua correlazione con la qualità ovocitaria e la capacità di fecondazione; di avere quindi un embrione sano. La Capacità Riproduttiva di una donna non è legata solo all’ovulazione ma alla capacità dell’ovocita di essere fecondato ed al basso tasso di abortività e di malformazioni del prodotto del concepimento (feto). Una scarsa riserva ovarica si correla infatti anche a tassi di fecondabilità ridotta e ad un aumento di malformazioni fetali ed abortività.

QUANDO E’ UTILE STUDIARE LA RISERVA OVARICA?

  • sempre quando siamo di fornte ad una sterilità altrimenti inspiegata;
  • quando abbiamo intenzione di procrastinare la nostra scelta riproduttiva ben oltre i 35aa;
  • tutte le volte che ci rivolgiamo ad Centro di Medicina della Riproduzione per una tecnica di fecondazione artificiale basata sull’induzione dell’ovulazione;
  • quando abbiamo subito interventi chirurgici sull’ovaio o trattamenti medici, radio o chemioterapici in grado di danneggiarlo;
  • patologie endocrine ed immunologiche tipicamente associate a riduzione della fertilità ed Insufficienza Ovarica Prematura (es. Tiroidite Cronica Autoimmune)
  • abortività ripetuta;
  • episodio malformativo fetale.

Ed ora vorrei soffermarmi sul più moderno cocetto di “ovarian aging”. Abbiamo detto che l’ovaio ha un’età biologica che non necessariamente corrisponde a quella anagrafica. Studi epidemiologici hanno messo in evidenza che circa il 10% della popolazione femminile va in menopausa intorno ai 45 aa e non coem più tipicamente avviene intorno ai 48-52 aa. Ebbene in queste donne l’accelerazione del decadimento follicolare si verifica già intorno ai 32-33 aa con un’infertilità o una ipofertilità difficile da spiegare se non si va appositamente a studiare la riserva ovarica.

IN CONCLUSIONE.

Vorrei sottolineare che tutti i Test dei quali abbiamo parlato non esprimono mai certezze ma probabilità e che in questa ottica vanno interpretati (possibilmente sempre da persone esperte del settore).

La riserva ovarica, anche se certamente importante è uno dei tanti fattori che concorrono potenziale riproduttivo. Abbiamo visto infatti come anche l’età anagrafica rimanga un parametro importante ed indipendente e come il potenziale riproduttivo globale non possa prescindere anche da fattori anatomici, metabolici, immunologici.