COME PRESERVARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA: guida alle tecniche di protezione e ripristino.

PROTEGGI LA TUA FERTILITA’ E COSI’ ANCHE LA TUA SALUTE.

La protezione della fertilità, la sua preservazione e l’eventuale ripristino costituiscono uno dei temi più attuali della moderna Medicina della Riproduzione. Vediamo insieme come la speranza di una vita pienamente soddisfacente e di un figlio è possibile anche dopo il cancro, dopo gravi malattie o scelte riproduttive tardive legate al lavoro ed esigenze economiche.

TUMORI, INTERVENTI CHIRURGICI, ETA’ AVANZATA possono compromettere la fertilità della donna. Se da un lato è evidente che l’attuazione di efficienti programmi di tutela e protezione della fertilità femminile da parte delle Istituzioni Pubbliche è ormai mandatoria, è altrettanto importante che una maggiore sensibilità e cultura riguardo la protezione della fertilità sia da sviluppare proprio nelle le donne, particolarmente quelle più giovani, perché come vedrete preservare, proteggere e ripristinare la fertilità è possibile anche in situazioni talvolta molto drammatiche.

Proteggere la fertilità vuol dire preservare e mantenere anche una buona funzione endocrina dell’ovaio con indubbi benefici anche in termi di salute generale. Non trascurabile poi anche la prevenzione di aspetti aspetti psicologici negativi legati all’esperienza del figlio mancante.

LA FERTILITA’ DELLA DONNA DECRESCE CON L’ETA’ MA PUO’ ESSERE DANNEGIATA INDIPENDENTEMENTE DA ESSA.

Questo è un messaggio fondamentale. Non solo con il passare degli anni la possibilità di un figlio si riduce ma la funzione endocrina e riproduttiva dell’ovaio possono anche essere danneggiate da fattori esterni. Questa consapevolezza non dovrebbe creare angosce e forzature nelle proprie scelte di vita ma solo dei comportamenti più responsabili e virtuosi rispetto la propria salute, la protezione e preservazione della propria fertilità.

Il fumo di sigaretta è dannoso per la fertilità. Qui vedete la nostra segnalazione del 2004 successivamente confermata da innumerevoli pubblicazioni scientifiche.

Dovremmo infatti evitare fattori ambientali nocivi come il fumo di sigaretta: a questo proposito nel 2004 segnalammo a livello internazionale come le donne fumatrici anticipano la menopausa ed possono avere maggiore possibilità di danno alla riserva ovarica.

PRESERVARE LA FERTILITA’ FEMMINILE

Preservare la fertilità potrebbe servire quando si programma una prima gravidanza dopo i 36 anni.

La fertilià della donna decresce con l’età. Notare il particolare peggioramento tra i 35 ed i 39 aa.

La fertilità della donna decresce con l’età e parallelamente aumenta il rischio di infertilità; la criticità è particolarmente evidente quando vengono raggiunti o superati i 40aa di età.

Sappiamo come un numero sempre più grande di donne tenda a procrastinare la propria prima gravidanza; ciò probabilmente per diversi fattori tra i quali sicuramente la necessità di completare gli studi, la progressione nel lavoro e l’obiettivo di raggiungere una condizione economica stabile e sicura.

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Questa moderna tendenza nelle scelte riproduttive porta particolarmente le donne occidentali ad avere un potenziale riproduttivo spesso ridotto al momento della scelta e quindi a dover sempre più frequentemente rivolgersi a centri specializzati in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Con il trascorrere degli anni e particolarmente dopo i 36 anni infatti la capacità riproduttiva di qualsiasi donna decresce ed in alcune anche più velocemente per la concomitanza di fattori ambientali (fumo di sigaretta), trattamenti medici o chirurgici (lunga assunzione di contraccettivi orali, interventi sull’ovaio…), malattie (Endometriosi, malattie infettive pelviche), fattori genetici-ereditari.

In questo gruppo di donne l’atteggiamento di preservazione della fertilità più efficace è quello di recuperare (stimolazione ovarica) e conservare gli ovociti (congelamento) prima dei 36 anni quando probabilmente la Riserva Ovarica e la Qualità Ovocitaria non sono compromessi in modo importante. Si parla comunemente in questi casi di “Social Freezing” perché la crioconservazione degli ovociti è legata solo a necessità “sociali” della donna e quindi disgiunta da esigenze mediche.

Preservare la fertilità è un’opzione invece sempre da considerare quando una donna di età inferiore ai 40aa e desiderosa di prole ammala di tumore ed ha buone possibilità di sopravvivere oppure quando una donna deve essere sottoposta ad intervento chirurgico (anche non demolitivo) o una terapia medica potenzialmente dannosi per le ovaie.

tecniche preservazione e protezione fertilità
Tecniche di preservazione e protezione della fertilità nella donna.

In questi casi il prelievo e la crioconservazione ovocitaria costituisce il metodo standard di intervento anche se sempre più efficace si sta dimostrando anche il prelievo laparoscopico di porzioni tessuto ovarico con successivo reimpianto (autotrapianto) in sede ortotopica (tipica intra-addominale dell’ovaio) od eterotopica e quindi in altri distretti come ad esempio anche il sottocute senza quindi la necessità di una nuova laparoscopia. Il trapianto di tessuto ovarico è anche una tecnica che talvolta viene scelta quando la stimolazione ormonale è contrindicata o quando i tempi operativi sono troppo brevi per la necessità di iniziare al più presto i trattamenti oncologici.

PROTEGGERE LA FERTILITA’

La protezione della fertilità è una cosa diversa dalla preservazione; mentre quest’ultima è generalmente pianificata e prevede comunque un intervento invasivo la protezione non è invasiva, ha meno controindicazioni e può essere intrapresa anche in stretta prossimità dell’evento potenzialmente lesivo; purtroppo non è efficace in tutti i casi.

Un’azione di protezione può già far parte della progettazione una corretta strategia chirurgica, può concretizzarsi in un’azione apparentemente semplice come la schermatura della pelvi durante l’esposizione a radiazioni ionizzanti ma generalmente si concretizza nell’uso di GnRH analoghi, farmaci in grado di creare un menopausa temporanea e rendere in questo modo l’ovaio meno sensibile agli eventi lesivi come possono essere ad esempio alcuni trattamenti medici anti-tumorali o l’uso di alcuni farmaci per malattie degenerative od autoimmuni croniche.

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L’uso della pillola contraccettiva a questo scopo si è stato abbandonato da tempo perchè non efficace e non privo di rischi.

RIPRISTINARE E MIGLIORARE LA FERTILITA’ DELLA DONNA

Il ripristino della fertilità è generalmente legato all’utilizzo di ovociti o di tessuto ovarico precedentemente crioconservati.

Nell’ambito del ripristino della fertilità a mio parere vanno considerati anche  la donazione di ovociti o di embrioni in quelle donne (purtroppo ancora molte) che non hanno potuto o che non hanno saputo che potevano accedere ad un programma di preservazione o protezione della fertilità.

L’autotrapianto dell’ovaio, tecnica da alcuni considerata sperimentale mentre per altri ormai è da considerare pienamente nelle opzioni di preservazione della fertilità, rispetto all’uso di ovociti congelati porta anche al ripristino della funzione endocrina con produzione di estradiolo e progesterone, cosa certamente non di poco rilievo per la salute della donna anche indipendentemente dal successo riproduttivo.

In realtà un più moderno ed attuale concetto di ripristino e miglioramento della fertilità non è legato solo all’utilizzo di ovociti e tessuto ovarico crioconservati.

Nel corso degli anni infatti si è visto che alcune sostanze ed alcuni ormoni posso essere considerati nell’ambito di strategie ccomplessi di ripristino e miglioramento della fertilitò inquanto sono in grado di migliorare la funzione dell’ovaio sia in senso endocrino che riproduttivo. Tra le sostanze ormonali che hanno dimostrato di poter bdeterminare un miglioramento della funzione ovarica in termini anche di ovulazione basti ricordare il Deidro-Epiandrosterone Solfato (DHEAS), l’Ormone della Crescita (GH), la Vitamina D, la Melatonina (MT). Ma anche alcuni integratori, anche nella mia modesta personale esperienza, hanno mostrato effetti positivi e tra questi gli Inositoli ed il Coenzima Q10.

Di una qualche utilità si sono dimostrati anche farmaci (vasodilatatori) che aumentano la vascolarizzazione dell’ovaio.

Tutte queste sostanze vengono attualmente usate “of label” e quindi al di fuori di una riconosciuta efficacia e sicurezza di utilizzo e quindi sulla base di accordi specifici con i pazienti, talvolta in programmi sperimentali e controllati.

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Nelle attività di ripristino sicuramente da considerare anche il cosiddetto ringiovanimento dell’ovaio ed uterino.

ringiobanimento ovarico uterino e fattori di crescita
Indicazioni alla PRP OVARICA meglio nota come ”ringiovanimento ovarico” e PRP endometriale

Il ringiovanimento ovarico ed uterino endometriale si basa sull’uso di fattori di crescita della stessa paziente ed è indicato in casi di Insufficienza Ovarica, Ridotta Risposta Ovarica alla stimolazione, Rima Endometriale troppo sottile e non responsiva ai trattamenti.

Anche se il “ringiovanimento ovarico” (PRP OVARICA) ha dato fino ad oggi pochi risultati, numerose evidenze sperimentali hanno dimostrato che contrariamente a quanto ancora oggi molti credono la popolazione ovocitaria e la funzione endocrina dell’ovaio possono essere ripristinate a partire da cellule staminali. Allo stesso modo si è visto che lo spessore e la risposta endometriale posso essere migliorati con la stessa tecnica.

L’utilizzo di Fattori di Crescita è già noto in molti settori della Medicina: si tratta di sostanze prodotte naturalmente da alcune cellule del sangue (piastrine e globuli bianchi) quando il corpo ha bisogno di un processo riparativo; l’utilizzo di Fattori di Crescita Piastrinici derivati dalla stessa paziente per proteggere, migliorare o ripristinare la fertilità in donne con problema di Menopausa Precoce, Insufficienza Ovarica e scarsa Riserva Ovarica si sta dimostrando una tecnica promettente per la stimolazione di nuovi ovociti nell’ovaio (PRP Ovarica).

Questa tecnica chiamata forse impropriamente “ringiovanimento ovarico”  non sembra essere pericolosa ed attualmente è ancora da considerarsi sperimentale.

COME CONOSCERE L’ETA’ DELL’OVAIO

Argomento molto importante quello dell’età dell’ovaio. Per decidere potrebbe essere utile conoscere anche questo elemento. E allora cosa fare? Ci sono dei Test per arrivare ad una accurata valutazione dell’età dell’ovaio, del suo potenziale riproduttivo e fare anche una stima della distanza approssimativa dalla menopausa.

A questo prorposito oltre al dosaggio di FSH, 17 beta estradiolo al 3° giorno del ciclo un ruolo molto importante ha assunto la valutazione dell’Ormone Anti Mulleriano ed il conteggio dei Follicoli Antrali (AFC). Troverete molte informazioni a questo link.

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