VITAMINA D e SALUTE DELLA DONNA. Le nuove evidenze su FERTILITA’, OVAIO POLICISTICO, ENDOMETRIOSI, DIABETE e GRAVIDANZA.

vitamina d e riproduzione fertilità femminile

Parliamo della Vitamina D. Vitamina o Ormone? Comunque sempre più al centro dell’attenzione per la scoperta di sue importanti implicazioni nella salute femminile. Iscriverti al canale YouTube.

L’ORMONE VITAMINA D

La VITAMINA D è in realtà un ormone steroideo prodotto principalmente nella cute sotto l’azione dei raggi solari ed introdotto in quantità molto minori (circa 20% del totale) anche attraverso la dieta; olio di fegato di merluzzo, salmone, aringa, sgombro, fegato, uova, burro, formaggi grassi sono le principali fonti alimentari. Dopo una prima trasformazione a livello del fegato la Vitamina D viene trasformata in una forma più stabile che subisce una definitiva attivazione a livello renale. La Vitamina D è un ormone lipofilo e quindi si assorbe, si diffonde e si accumula facilmente nel grasso. Fondamentale per la salute delle ossa ed il metabolismo fosfo-calcico, negli ultimi anni la Vitamina D è stata implicata anche in interessanti funzioni “extra-scheletriche”.

Il metabolismo della Vitamina D: per l’80% viene sintetizzata a livello della cute sotto l’azione sotto l’azione dei raggi solari e per il 20% è introdotta da fonti alimentari. Dopo una prima metabolizzazione nel fegato raggiunge una forma stabile che circola nel sangue e che diventa attiva dopo un ulteriore passaggio a livello renale.

Secondo uno studio pubblicato da. Prof. Michael F. Holick sul New England Journal nel 2007 quasi la metà della popolazione mondiale ne è carente con livelli ematici inferiori a 20 ng/ml.

LE FUNZIONI EXTRA-SCHELETRICHE DELLA VITAMINA D

Oltre ad un possibile ruolo nel Sistema Immunitario e nel controllo delle infezioni la Vitamina D sembra abbia un ruolo anche nel Sistema Nervoso Centrale, nell’Apparato Cardiovascolare, nella genesi del Cancro, nelle Malattie Cardiovascolari, nel Metabolismo, nel Diabete di tipo II° ed nel Diabete Gestazionale, nella Riproduzione Femminile e nel buon esito della stessa Gravidanza. Ma la Vitamina D è stata chiamata in causa anche in malattia molto importanti della donna come la Policistosi Ovarica, l’Endometriosi e l’Infertilità da compromissione della Riserva Ovarica. Gravidanza.

Alcuni effetti della carenza di Vitamina D nella donna.

QUANDO LA VITAMINA D E’ CARENTE?

Si definisce carente di Vitamina D una donna che presenta livelli ematici inferiori a 20 ng/ml. Purtroppo si tratta di una condizione abbastanza frequente con implicazioni sull’apparato scheletrico ma anche su tutta una serie di funzioni metaboliche, immunologiche. nervose, oncologiche e riproduttive sempre più importanti.

Un dosaggio della Vitamina D è sempre raccomandabile alla Menopausa o in caso di Osteopenia ed Osteoporosi ma come vedrete in questo articolo può essere utile e dare interessanti informazioni terapeutiche in molte malattie della donna.

VITAMINA D E FERTILITA’ DELLA DONNA

Una distribuzione stagionale delle nascite con un picco di concepimenti durante le stagioni più assolate (estate in particolare) da un celebre lavoro di Rojansky nel 1992 è stato ampiamente dimostrato nelle regioni del Nord Europa. Successivi studi sperimentali hanno anche dimostrato che l’attività dell’ovaio possa essere modulata dalla Vitamina D e dopo alcuni studi in animali di laboratorio anche nella donna si è visto che il miglioramento dei livelli di Vitamina D porta ad un maggior tasso di concepimento durante cicli di Procreazione Medicalmente Assistita e In Vitro fertilizzazione (IVF). Particolarmente importante sembra correggere i livelli considerati di carenza della Vitamina D.

VITAMINA D E POLICISTOSI OVARICA

La Policistosi Ovarica (PCOS) è molto probabilmente una delle più frequenti malattie endocrine femminili dell’età riproduttiva; spesso associata a sovrappeso ed obesità ed insulinoresistenza con iperinsulinemia determina frequentemente alterazioni mestruali, oligo-anovulazione ed infertilità. Studi clinici riguardanti le concentrazioni di Vitamina D in queste pazienti hanno dimostrato una frequente carenza dell’ormone ed in particolare una “relazione inversa” tra livelli della Vitamina D e fattori di rischio metabolico, insulina-resistenza, obesità, aumento degli Androgeni (Testosterone, DHEAS) mentre si è vista una relazione positiva al crescere dei livelli della Vitamina D con la sensibilità all’Insulina. L’aumento della resistenza cellulare all’insulina è uno dei fattori fondamentali nella produzione di maggiori quantità di androgeni e nell’anovoluzione della Policistosi Ovarica.

Numerosi studi clinici hanno anche dimostrato che la supplementazione della Vitamina D può normalizzare la secrezione dell’Insulina, il ciclo mestruale, lo sviluppo follicolare e l’ovulazione particolarmente nei soggetti obesi.

VITAMINA D ED ENDOMETRIOSI

Un disturbo immunologico e della risposta infiammatoria è stato sempre ipotizzato nella genesi dell’Endometriosi. Il tessuto endometriale è una delle sedi extra-renali di attivazione della Vitamina D particolarmente proprio nelle localizzazioni ectopiche (endometriosiche).

Studi recenti indicano che nelle donne che soffrono di Endometriosi si riscontrano più frequentemente maggiori livelli di Vitamina D rispetto ai soggetti sani ed ipotizzano proprio alti livelli locali di Vitamina D all’origine della alterata risposta immunologica-infiammatoria tipica dell’Endometriosi.

Altri studi per la verità sono in conflitto con questi dati ma il ruolo della Vitamina D rimane certamente interessante e da studiare ulteriormente.

VITAMINA D E DIABETE GESTAZIONALE

Il Diabete Gestazionale (GDM) è una importante complicazione della gravidanza con ripercussioni anche gravi sia a livello materno che fetale e neonatale. Purtroppo questa patologia è in netto incremento probabilmente sia per l’aumento dei soggetti obesi che per l’età sempre più avanzata delle donne al momento del concepimento.

Sembrerebbe inoltre che una carenza di Vitamina D ma anche solo una leggera insufficienza possano favorire l’insorgere di questa patologia. Già nel 2008 uno studio condotto dal Dott. Zhang e collaboratori segnalava come a 16 settimane livelli di Vitamina D inferiori a 50 nmol/l erano associati ad un maggior rischio di Diabete Gestazionale nelle settimane successive.

Alcuni studi hanno dimostrato già diverso tempo fa come nelle donne affette da Diabete Gestazione la supplementazione di Vitamina D può migliorare il controllo glicemico.

VITAMINA D ED INFERTILITA’

Il ruolo della Vitamina D nella Riproduzione Femminile è stato studiato particolarmente nelle Fecondazione Artificiale (IVF). Sembrerebbe da questi studi anche se non conclusivi e talvolta contraddittori che bassi livelli di Vitamina D (particolarmente gli stati di carenza) possano determinare un più basso tasso di risultati positivi probabilmente attraverso un deficit di ricettività endometriale nei confronti della blastocisti.

Molto interessante anche il fatto che nelle pazienti dove è stata corretta una carenza di Vitamina D migliora anche la risposta ovarica all’induzione farmacologica dell’ovulazione.

VITAMINA D E PARTO PREMATURO

Si definisce Parto Prematuro (SPB) la nascita di un neonato prima della 37a settimana gestazionale. Le condizioni che possono determinare un Parto Prematuro sono numerose ed includono anche infezioni del Liquido amniotico e della vagina (particolarmente la vagitosi batterica). L’alterazione della normale flora batterica vaginale sembra infatti faciliti i batteri anaerobici e quindi la produzione di cytokine infiammatorie e prostaglandine.

E’ stato dimostrato che la possibilità di avere una Vaginosi Batterica aumenta nelle donne con bassi livelli di Vitamina D all’inizio della gravidanza. Poiché la Vitamina D ha un effetto immuno-modulatorio ed anti-infiammatorio e si è ipotizzato che una sua carenza possa facilitare la liberazione locale di sostanze infiammatorie e la proliferazione batterica.

E’ probabile inoltre che la Vitamina D possa aiutare a prevenire il Parto Pretermine attraverso un’azione miorilassante diretta sulla muscolatura uterina regolando i canali cellulari del calcio.

POLICISTOSI OVARICA. Non solo un problema di mestruazioni scarse… Gli esami che aiutano a riconoscerla.

ovaio policistico

POLICISTOSI OVARICA. ORIGINE INCERTA MA CONSEGUENZE NOTE.

Seppure l’origine della Policistosi Ovarica non è ancora completamente chiarita conosciamo davvero molti aspetti clinici di questa malattia dell’ovaio che è caratterizzata da irregolarità mestruali del tipo oligo-amenorrea (mestruazioni con forti ritardi o assenza anche per mesi), incremento della pilificazione, acne, obesità o sovrappeso; sintomi per la verità diversamente associati e non sempre tutti frequenti. Questa malattia, ad insorgenza precoce adolescenziale, ha come corrispettivo morfologico ovarico la presenza di piccole microcisti a disposizione prevalentemente corticale (vicine alla superficie dell’ovaio), ispessimento della zona midollare (interna) e talvolta incremento volumetrico.

COME SI FA LA DIAGNOSI DI OVAIO POLICISTICO?

Attualmente per la diagnosi di Ovaio Policistico (acronimi PCO o PCOS – sinonimi Sindrome dell’Ovaio Policistico e Micropolicistosi Ovarica) vengono usati i criteri concordati nel 2003 dal Gruppo di Rotterdam dell’ESHERE (tabella 1): devono essere presenti al meno due reperti tra irregolarità mestruali (oligo o amenorrea con anovulazione), segni clinici (irsutismo, ipertricosi, acne) o laboratoristici (incremento del Testosterone, Androstenedione) di iperandrogenismo, reperto ecografico di ovaio micropolicistico

L’ECOGRAFIA PELVICA SERVE SEMPRE?

L’ecografia quindi non è indispensabile per la diagnosi ma è comunque molto importante nella diagnostica differenziale con l’ovaio multifollicolare, un’altra condizione disfunzionale dell’ovaio anch’essa abbastanza frequente e caratterizzata dalla presenza di molteplici follicoli (generalmente superiori ai 9mm) distribuiti su tutto l’ambito dell’ovaio tanto da non consentire di distinguere chiaramente la corticale e la midollare completamente coinvolte.

I DOSAGGI ORMONALI NELL’OVAIO POLICISTICO SONO UTILI?

La diagnostica ormonale è sempre utile nello OVAIO POLICISTICO e MICROPOLICISTOSI OVARICA (generalmente considerata la sua variante meno grave): oltre a fornire criteri importanti come la presenza eventuale di iperandrogenismo di origine ovarica consente di verificare il rapporto LH/FSH (nella PCOS generalmente >1) e la presenza di eventuali comorbilità endocrine come disturbi della Tiroide, Surrene o della secrezione della Prolattina. I dosaggi ormonali aiutano inoltre nel monitoraggio clinico consentendo di verificare il raggiungimento dei livelli deiderati di testosterone libero e totale, dell’Androstenedione e della SHBG (la proteina di trasporto degli ormoni steroidei).

aspetti ormonali policistosi ovarica

Molto interessante il più recente uso del dosaggio dell’Ormone Anti-Mulleriano (AMH) nella diagnostica ormonale dell’Ovaio Policistico e della Micropolicistosi Ovarica. l’AMH è una glicoproteina prodotta dai testicoli nell’uomo e dai follicoli ovarici nella donna; essendo prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli primordiali è considerato attualmente un ottimo indicatore della Riserva Ovarica e quindi del potenziale di fertilità della donna. Sembra però che livelli di AMH superiori al normale si correlino proprio alla Policistosi Ovarica e che probabilmente questa malattia si possa correlare ad una elevata esposizione all’Ormone Anti Mulleriano già in epoca pre-natale. A prescindere quindi da implicazioni etiopatogenetiche molto interessanti che riconduco all’ambiente intrauterino ed alla gravidanza il possibile momento inziale della Policistosi Ovarica è sempre più chiaro che il dosaggio dell’AMH è un ottimo test diagnostico anche pel la Policistosi Ovarica e l’Ovaio Micropolicistico.

DOSARE LA VITAMINA D3 ?

Nuove evidenze scientifiche mostrano un frequente deficit della Vitamina D3 nelle ragazze affette da Policistosi Ovarica (Micropolicistosi Ovarica) e sembra che il miglioramento dei livelli della Vitamina D possa aiutare a ristabilire flussi mestruali regolari e cicli ovulatori. Il dato è molto recente e necessita di ulteriori conferme. Dosare la Vitamina D potrebbe comunque essere utile.

EFFETTI RIPRODUTTIVI DELLA POLICISTOSI OVARICA

Conseguenze riproduttive: anovularietà con possibile difficoltà nel concepimento; abortività ripetuta; complicanze in gravidanza. Bisogna comunque dire che le conseguenze riproduttive dipendono dalla gravità del quadro clinico e che oggi vengono molto limitate dall’intervento medico.

Negli effetti riproduttici un ruolo importante è attribuito all’Obesità ed alle alterazioni Metaboliche spesso presenti in questa malattia e ne deriva quindi che nessun trattamento potrà essere efficace se non considera questi due aspetti.

POLICISTOSI OVARICA E MICROPOLICISTOSI OVARICA. Inositolo, integratori proteici, Vitamina D3. Le nuove cure.

policistosi ovarica e micropolicistosi ovarica

PER MOLTO TEMPO LA CURA DELLA POLICISTOSI OVARICA (PCOS, OVAIO POLICISTICO) SI E’ BASATA SULL’USO DI CONTRACCETTIVI ORALI E FARMACI INDUTTORI DELL’OVULAZIONE.

Nell’Ovaio Policistico i contraccettivi orali venivano utilizzati prinicipalmente per la loro capacità di migliorare i sintomi legati all’iperandrogenismo (irsutismo, ipertricosi, caduta dei capelli, seborrea, acne..) mentre gli altri venivano scelti in occasione di un eventuale desiderio riproduttivo.

Nelle pazienti affette da Policistosi Ovarica (Ovaio Policistico) i contraccettivi (il più famoso dei quali è certamente il DIANE) spesso erano l’unico strumento per interrompere l’amenorrea (assenza delle mestruazioni) garantendo flussi da sospensione (artificiali) che proteggevano anche dal rischio di iperplasia endometriale particolarmente presente nelle pazienti obese.

Nella Policistosi Ovarica chiamata anche Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) gli induttori (il più famoso dei quali certamente il CLOMID) non potevano certamente essere somministrati cronicamente ed avevano come sola alternativa la chirurgia attraverso la resezione ovarica cuneiforme o più recentemente l’ovarian drilling cioè una serie di piccole perforazioni condotte generalmente in laparoscopia sulla superficie dell’ovaio.

POLICISTOSI OVARICA (PCOS, OVAIO POLICISTICO) E METABOLISMO. L’INSULINA E’ IL PUNTO DI SVOLTA.

Tra i contraccettivi orali, i farmaci induttori dell’ovulazione e la chirurgia sono stati per lungo tempo le uniche opzioni terapeutiche fino a quando è apparsa sempre più evidente  una importante componente metabolica sia nella POLICISTOSI OVARIVA che nella MICROPOLICISTOSI OVARICA (la sua variante più leggera e più diffusa).

E’  in particolare il ruolo dell’insulina che attira l’attenzione dei ricercatori e nell’immagine che riporto qui di seguito vedete la copertina di un mio ormai “storico” lavoro del 1987 condotto presso l’Università di Ancona dove dimostravo un’alterata risposta insulinemica in pazienti affette da Policistosi Ovarica e Micropolicistosi.

In questo storico lavoro del 1987 segnalavo l'evidenza di alterazioni del Metabolismo Glucidico nelle Donne affette da Policistosi Ovarica e Micropolicistosi Ovarica.
In questo storico lavoro del 1987 segnalavo l’evidenza di alterazioni del Metabolismo Glucidico nelle Donne affette da Policistosi Ovarica e Micropolicistosi Ovarica.

Col passare degli anni le terapie attive sul metabolismo insulinemico ed in particolare l’uso della METFORMINA hanno cambiano nettamente la strategia terapeutica con importanti successi per le pazienti sia in termini di benessere generale (estetica compresa) che di ovulazione e fertilità. Gli antidiabetici orali, somministrati generalmente in un primo momento in associazione con la pillola contraccettiva per la paura di un possibile rischio teratogeno sono stati poi utilizzati anche nei cicli di induzione dell’ovulazione consentendo risultati prima molto difficili.

POLICISTOSI OVARICA E MICROPOLICISTOSI OVARICA. LO STILE DI VITA E L’ALIMENTAZIONE SEMPRE PIU’ CENTRALI.

Si è sempre più compreso che lo stile di vita e l’alimentazione sono i veri punti cardine di ogni strategia terapeutica e che la vera cura della policistosi non poteva basarsi solo sulla somministrazione di contraccettivi orali. Questa rivoluzione concettuale si estese anche ai trattamenti di induzione dell’ovulazione che sembrarono subito più efficaci quando associati alla Metformina ed alla dieta.

ENTRANO IN SCENA GLI INTEGRATORI ATTIVI SUL METABOLISMO GLUCIDICO. L’INOSITOLO NELLA CURA DELLA POLICISTOSI E MICROPOLICISTOSI OVARICA

Ma gli antidiabetici orali oltre al possibile rischio per il feto hanno comunque talvolta effetti collaterali e la dimostrazione che un simile obiettivo poteva essere raggiunto con l’INOSITOLO (poliolo carbociclico la cui forma più diffusa in natura è il mio-inositolo e comunque presente in altre forme isomeriche come il chiro-inositolo) ha determinato un importante innovazione terapeutica.

L’Inositolo nelle forme isomeriche più attive ha consentito di gestire il problema dell’Ovaio Policistico (Policistosi Ovarica) e della Micropolicistosi in un modo molto più fisiologico rispetto al passato. La DIETA e l’ATTIVITA’ FISICA hanno trovato alla luce di questi nuovi mutamenti concettuali un rinnovato interesse e finalmente molte raggazze ora mestruano ed ovulano spontaneamente senza l’ausilio di alcun farmaco.

Nell’ambito di queste nuove strategie ed in particolare dell’intervento metabolico hanno trovato spazio anche alcuni INTEGRATORI PROTEICI che oltre a determinare un maggior consumo energetico (un vecchio detto della biochimica recita che le proteine bruciano al fuoco dei grassi)  influenzano positivamente anche il metabolismo glucidico-insulinemico consentendo di risolvere in modo ancora più rapido e senza effetti collaterali molte situazioni altrimenti gestibili solo con farmaci; sempre più ferquente l’associazione di integratori proteici con inositolo nell’ambito di programmi dietetici e di attività fisica aerobica.

policistosi ovarica e micropolicistosi ovarica
Tipico aspetto ecografico di Ovaio Micropolicistico. Notare la distribuzione periferiferica delle microcistici e lo spessore aumentato della corticale ovarica.

POLICISTOSI OVARICA E MICROPOLICISTOSI OVARICA. ORA LA CURA C’E’.

Nel senso che non siamo solo difronte a trattamenti sintomatici. Ora la Policistosi Ovarica e la Micropolicistosi Ovarica hanno una vera terapia e per molte ragazze e giovani donne si prospetta la soluzione di un problema prima considerato quasi irrisolvibile.

Certo esistono casi resistenti, casi difficili, pazienti nelle quali è presente una vera e proria Sindrome Metabolica, pazienti che richiedono più tempo, più attenzione ma possiamo affernare che lo scenario è cambiato anche per loro; sempre più raramente si deve ricorrere all’intervento chirurgico di resezione cuneiforme od ovarian drilling (perforazione micrometrica multipla della superfice ovarica).

Sempre per quando riguarda strategie innovative di trattamento merita attenzione la Vitamina D3. Il dato è molto recente ma sembra che nelle donne affette da policististosi Ovarica e Micropolicistosi Ovarica esista spesso una carenza più o meno importante della VITAMINA D3 e che la correzione (abbastanza semplice) di questo deficit possa avere effetti molto positivi. Come vi ho detto il dato è recente ed ulterriori studi sono in corso.

Tutte queste nuove possibilità teraputiche hanno sicuramente un più rapido impatto sull’ovulazione mentre quello sull’iperandrogenismo e l’irsutismo richiede più tempo ma nel frattempo trattamenti locali possono sicuramente aiutare anche posicologicamente.