MENOPAUSA PRECOCE: domande e risposte.

menopausa precoce

Parliamo di MENOPAUSA PRECOCE chiamata meglio anche INSUFFICIENZA OVARICA PREMATUTA (POI) o FALLIMENTO OVARICO PRECOCE (POF).

La Menopausa Precoce è una malattia dell’ovaio sempre più frequente e purtroppo ancora oggi troppo poco conosciuta; una malattia che come vedrete ha espressioni cliniche molto diverse (da una infertilità inspiegata fino a sintomi tipici della Menopausa) e che nonostante il nome è molto diversa dalla Menopausa Fisiologica che avviene tra i 48 ed i 52 anni.

Come probabilmente già saprete le ovaie hanno una duplice funzione: endocrina e riproduttiva, strettamente correlate. Di queste la funzione riproduttiva cessa intorno ai 50 anni contestualmente ad un più o meno drammatico calo degli estrogeni.

Menopausa Precoce o Insufficienza Ovarica Prematura?

Sarebbe meglio in considerazione della variabilità dei sintomi e delle differenze con la Menopausa Fisiologica parlare di Insufficienza Ovarica Prematura (POI) ma almeno per le forme a maggiore espressività sintomatologica continueremo per praticità ad usare il termine (più usato tra le pazienti) di Menopausa Precoce.

In particolare quindi parliamo di Menopausa Precoce quando si verifica una prolungata assenza delle mestruazioni (amenorrea secondaria) associata a deficit ovarico e sintomi neurovegetativi (caldane, insonnia…) prima dei 40 anni, talvolta anche in giovanissima età.

Come abbiamo accennato si tratta di un quadro clinico che rientra nel più ampio capitolo delle insufficienze ovariche e che andrebbe meglio chiamata INSUFFICIENZA OVARICA PREMATURA (POI) una definizione che più si addice alla variabile e multiforme espressività; talvolta infatti può essere scarsamente sintomatica ed incidere solo sulla qualità ovocitaria determinando l’infertilità come unico sintomo.

Menopausa Precoce. Un problema ginecologico ma anche endocrinologico e riproduttivo.

Si tratta di un problema ginecologico ed endocrinologico-riproduttivo di grande rilevanza che pone molti interrogativi nelle donna e quindi cercheremo co il Dr. Filiberto Di Prospero di rispondere a quelle che sono le domande più frequenti.

1. Quando possiamo parlare di menopausa precoce? Quando compare una insufficienza ovarica irreversibile (assenza delle mestruazioni, caldane, marcata riduzione degli ormoni ovarici) in una donna di età inferiore a 40 anni. Non sempre però il quadro clinico è così evidente. I sintomi talvolta sono molto sfumati e variabili nel tempo e sono sempre più identificate “forme occulte” dove l’insufficienza dell’ovaio si manifesta soltanto con insuccessi riproduttivi.

2. Ma perché può verificarsi una menopausa anche prima dei 40 anni? Non sempre è possibile identificare  una causa precisa; è stata notata una frequente associazione con altre malattie endocrine (frequenti quelle della Tiroide) o disturbi immunologici (particolarmente di tipo autoimmune). In alcuni casi  sono state identificate cause genetiche o il coinvolgimento di agenti virali (virus della Parotite). Poi ci sono quelle forme di menopausa dette anche “iatrogeniche”, dipendenti da castrazione chirurgica o da danno radioattivo o farmacologico (terapie anti-tumorali). Il nostro Centro ha dimostrato che anche certe nostre abitudini possono ridurre il periodo di funzionamento delle ovaie. In un studio pubblicato ormai diversi anni fa dimostriammo come nelle fumatrici la menopausa avvenga mediamente due anni prima del normale e come nelle donne con menopausa antecedente i 46 anni la percentuale di fumatrici sia significativamente superiore rispetto a quelle con  menopausa nelle età successive.

3. E’ possibile individuare dei soggetti a rischio? A volte è presente una storia familiare (ad esempio la mamma con una menopausa avvenuta sorprendentemente molto presto). Suggerirei anche alle donne con malattie della Tiroide o con disturbi su base autoimmune una particolare attenzione

4. La contraccezione può influire sul momento di comparsa della menopausa? Al momento non esiste alcuna evidenza scientifica che le donne che hanno fatto uso di contraccettivi orali anche per molto tempo possano avere una modificazione nell’età di insorgenza della menopausa.

5. Come viene fatta la diagnosi? Il test più utilizzato è sicuramente il dosaggio dell’Ormone Follicolo Stimolante (FSH) tra il 2° ed il 3° giorno del ciclo quando ancora sono presenti le mestruazioni (forme scarsamente sintomatiche) oppure in qualsiasi momento quando la paziente è in amenorrea (forme classiche): valori superiori a 12 vanno verificati almeno una seconda volta e considerati con attenzione. Generalmente ad dosaggio dell’FSH segue quello dell’Ormone Anti Mulleriano (AMH) oggi considerato il test più attendibile riguardo la riserva ovarica e la qualità ovocitaria. Molto utile anche l’ecografia pelvica (se possibile meglio transvaginale, mono o tridimensionale) per il conteggio dei follicoli antrali.

6. Quali sono i problemi conseguenti ad una menopausa precoce? La mancanza di estrogeni può determinare una più rapida perdita di calcio a livello osseo, una alterazione progressiva delle mucose vaginali e più in generale dell’area genito-urinaria (denominata anche distrofia), un più rapido invecchiamento della pelle, possibili disturbi neurovegetativi (caldane, sudorazione improvvisa, insonnia, ansia, irritabilità) con riduzione della performance (intesa come capacità di adattamento e controllo dell’ambiente nel quale viviamo), possibile aumento del rischio cardiovascolare. Un altro aspetto molto importante è l’incapacità ad avere figli: in una società dove si tende ad avere figli sempre più tardi, l’incidente di una insufficienza ovarica coglie molte donne ancora senza un successo riproduttivo alle spalle e qui, da questo punto di vista, il danno è ancora più drammatico.

7. E’ possibile una prevenzione? Una prevenzione talvolta è possibile particolarmente nei confronti di comportamenti (abitudini) che possono danneggiare l’ovaio come il tabagismo oppure adottando comportamenti protettivi dell’ovaio in occasione di trattamenti medici o chirugici che notoriamente possono causare un danno al patrimonio follicolare. Consigliamo di rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia o ad un Centro Specialistico quando insorgono delle improvvise irregolarità mestruali, in particolare quando c’è una scomparsa delle mestruazioni per un periodo superiore a 3 mesi. In tal modo sarà possibile una diagnosi precoce.

8. Quando parliamo di menopausa precoce “spontanea” escludiamo le situazioni dipendenti da cause chirurgiche o mediche? Si, è esattamente così. La menopausa spontanea, idiopatica,  non va confusa con quella iatrogenica che è quindi, proprio perchè determinata da un atto terapeutico, ampiamente prevedibile. A proposito di definizioni, voglio anche dirvi che menopausa spontanea precoce ed insufficienza ovarica prematura sono da considerarsi termini equivalenti, entrambi si riferiscono ad un deficit della funzione ovarica.

9. L’insufficienza ovarica prematura spontanea è una condizione irreversibile? Una volta si pensava che questa condizione fosse irreversibile. In realtà l’esperienza clinica ci ha mostrato che  in molte donne tende ad avere un andamento capriccioso, talvolta con periodi (in genere alcuni mesi) di completa remissione dei sintomi e completa normalizzazione del quadro ormonale ipofisario (FSH, LH) ed ovarico (estradiolo). Queste situazioni pongono problemi molto delicati nella gestione terapeutica delle pazienti, sono difficilmente prevedibili (alcuni hanno individuato pazienti dove l’FSH è molto più elevato dell’LH) e pongono sicuramente molti interrogativi.
Durante questi periodi di remissione sono stati descritti anche casi sporadici di concepimento.

10. Qual’è il motivo di queste remissioni temporanee? Purtroppo non lo conosciamo. Talvolta le osserviamo dopo un breve periodo (1-3 mesi) di trattamento con estrogeni e progesterone in schema sequenziale-ciclico, uno schema che ricostruisce la tipica secrezione ormonale mensile dell’ovaio; come se questi ormoni esogeni fossero in grado di indurre dei recettori ovarici che nel frattempo erano scomparsi o si erano ampiamente ridotti. In queste pazienti l’ecografia transvaginale (meglio quella con il color-doppler) mostra un tessuto ovarico con segni di attività.

11. Quali sono i rimedi che consigliate alle donne con menopausa precoce? Innanzi tutto bisogna mantenere la calma e non considerarsi donne “diverse”. La terapia ormonale sostitutiva garantisce una vita del tutto simile ad una donna con normale funzione delle ovaie: flussi mestruali regolari, vita sessuale normalissima, nessun danno da carenza estrogenica; una aspettativa ed una qualità di vita simile a quella delle altre donne.

12. Ed il problema riproduttivo? E’ indispensabile la consulenza di un esperto di Medicina della Riproduzione.
Si tratta di un problema delicato che va valutato nel singolo caso, non si può assolutamente generalizzare. In alcune pazienti dove l’FSH non è particolarmente elevato, e la produzione estrogenica è discreta; dove l’ovaio mantiene una certa attività (che può essere testimoniata da frequenti periodi di remissione) ed è evidenziabile un’attività ovarica all’eco transvaginale (casi che potremmo definire borderline o “di confine”), taluni tentano stimolazioni dell’ovulazione molto particolari talvolta precedute da un pre-trattamento con estrogeni e progesterone.  Nella gran parte di questi tentativi i risultati sono molto deludenti anche perchè non dobbiamo dimenticare che non basta far crescere uno o più  follicoli, bisogna vedere la reale capacità degli ovociti ad essere fecondati.
Una tecnica di terzo livello con donazione dell’ovocita ha buone possibilità di successo.

MENOPAUSA PRECOCE ed Insufficienza Ovarica Prematura. Cause, diagnosi, terapie.

La MENOPAUSA è il periodo della vita femminile che segue il termine delle mestruazioni e dell’attività riproduttiva; termine che normalmente avviene  intorno ai 50 anni con una oscillazione considerata normale tra i 48 ed i 52 anni. A differenza del menarca (epoca di insorgenza della prima mestruazione) che ha visto progressivamente anticipare la propria insorgenza probabilmente in diretta relazione con il miglioramento delle condizioni socio-economiche ed alimentari, l’età di insorgenza della Menopausa nel corso degli anni non ha mostrato alcuna variazione dimostrando comunque una forte dipendenza genetica ereditaria e suscettibilità a fattori esterni come il fumo di sigaretta ed insulti infettivi, farmacologici o radioattivi.

LA MENOPAUSA PRECOCE: NOMI DIVERSI, FORME CLASSICHE E FORME OCCULTE.

La Menopausa Precoce chiamata anche Insufficienza Ovarica Prematura (POI) o Fallimento Ovarico Prematuro (POF) è uno degli argomenti più controversi e purtroppo poco conosciuti della ginecologia moderna.

Si tratta di un esaurimento funzionale dell’ovaio con amenorrea secondaria (assenza delle mestruazioni), infertilità e sintomi neurovegetativi come caldane, sudorazione ed insonnia a comparsa prima dei 40aa di età. Patologia piuttosto complessa per molto tempo identificata erroneamente e troppo semplicemente come una menopausa anticipata. In realtà questa malattia ha meccanismi di insorgenza, quadro clinico ed ormonale, evoluzione molto diversi dalla menopausa fisiologica.

Dal punto di vista dell’epidemiologia studi ufficiali del passato stimavano una incidenza dell’1-2% delle donne sotto i 40aa ma si tratta probabilmente attualmente di un dato sottostimato. Rilevante è certamente l’aggregazione familiare presente in circa il 20-30% delle pazienti. Il problema è quindi molto rilevante considerate anche le implicazioni riproduttive in una popolazione femminile che tende sempre piu a ritardare l’epoca della prima gravidanza

La classica definizione di Insufficienza Ovarica Prematura contempla come abbiamo visto la cessazione dei flussi mestruali, la comparsa di sintomi neurovegetativi con caldane e sudorazione, infertilità ed ipoestrogenismo (deficit degli estrogeni) prima dei 40 anni di età. In realtà le cose non stanno sempre così ed i sintomi possono essere diversamente associati e comparire in momenti diversi e con intesità variabile.

Non infrequenti ad esempio sono le cosiddette “forme occulte” cioè quelle situazioni nelle quali nonostante la presenza di flussi mestruali perfettamente regolari la riserva ovarica e la qualità ovocitaria sono ridotte; si tratta molto spesso ad esempio di forme altrimenti inspiegate di sterilità nelle quali una determinazione dell’FSH al 2° o 3° giorno del ciclo mestruale mostra valori superiori a 10-12 UI/ml.

Anche la progressione sintomatologica (ad esempio da banali irregolarità mestruali all’amenorea secondaria) non segue regolare precise e non è infrequente assistere a remissioni spontanee in situazioni solo apparentemente irreversibili diagnosticate come menopausa precoce.

In realtà le INSUFFICIENZE OVARICHE sono un vasto capitolo della medicina riconoscendo cause molto diverse. È così che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha suggerito di distinguere due principali tipi di Insufficienza Ovarica differenziando una forma PRIMITIVA dovuta ad una danno che agisce sull’ovaio ed una forma SECONDARIA nella quale l’ovaio in realtà è sano ma non viene adeguatamente stimolato per cause centrali Ipotalamo-Ipofisarie.

La POF rientra senz’altro nelle forme primitive ma seppure questa classificazione aiuta a distinguere anche dal punto di vista prognostico e terapeutico forme con cause molto diverse bisogna precisare che anche il danno ovarico in realtà non è sempre primitivo ma talvolta secondario ad altri fattori (es. chemioterapia, radioterapia, interventi chirurgici, malattie infettive…).

FATTORI DI RISCHIO PER MENOPAUSA PRECOCE ED INSUFFICIENZA OVARICA.

Sono stati identificati per la Menopausa Precoce e l’Isufficienza Ovarica Prematura dei sicuri fattori di rischio e tra questi per per particolare frequenza vanno sicuramente ricordati:

  • familiarità (altri casi di menopausa precoce nella famiglia)
  • malattie autoimmune (in particolare la Tiroidite di Haschimoto ma anche vitiligine e Sindromi Poliendocrine)
  • il fumo di sigaretta
  • l’isterectomia, la chiusura delle tube, i trattamenti embolizzanti per fibromatosi (probabilmente attraverso una riduzione della vascolarizzazione)
  • interveti laparoscopici per cisti endometriosiche bilaterali dell’ovaio (meccanismo incerto ma probabile deplezione follicolare per un danno termico)
  • ripetuti interveti sull’ovaio, prolungati cicli di induzione follicolare, lunghi periodi di menopausa iatrogenica
  • difetti enzimatici congeniti (galattosemia)
  • anomalie cromosomiche
  • infezioni virali (ooforite)

Le anomalie cromosomiche riguardano delezioni, traslocazioni, presenze sovrannumerarie generalmente del cromosoma X (l’esempio più noto è la Sindrome di Turner 45XO ed il Down 47XXX) ma anche le forme autosomiche dominanti e recessive non sono rare.

Tra le anomalie genetiche particolare attenzione merita la premutazione del gene FMR1 sul braccio lungo del Cromosoma X denominata anche “Sindrome dell’X Fragile”; in queste pazienti infatti si assite spesso all’insorgenza di Insufficienza Ovarica prematura.

La forma più comune di Insufficienza Ovarica Prematura o Menopausa Precoce è quella idiopatica cioè quella forma primitiva dell’ovaio dove solitamente non è evidenziabile una causa precisa. In queste forme è stato fortemente ipotizzato comunque un meccanismo autoimmune di agressione dell’ovaio la cui causa potrebbe essere una predisposizione individuale (spiegherebbe la frequente associazione con altre malattie autoimmuni).

DIAGNOSI DI MENOPAUSA PRECOCE. I DOSAGGI ORMONALI.

Per quanto riguarda la diagnosi di Menopausa Precoce accanto alla rilevazione dei sintomi (talvolta abbiamo visto completamente assenti) è molto importante la determinazione del Follicle Stimulating Hormone (FSH) e dell’Ormone Anti Mulleriano (AMH).

L’ FSH è solitamente il primo esame condotto per valutare la riserva ovarica (potenziale riproduttivo). Infatti tende ad aumentare con il ridursi del patrimonio follicolare e della produzione di estrogeni. La sua determinazione viene fatta solitamente la mattina del 2° o 3° giorno di flusso mestruale. Valori superiori a 12 UI/L sono considerati poco rassicuranti e meritevolimdimattenzione. Va considerato comunque che l’FSH è un ormone a secrezione “pulsatile” e che esistono variazioni intercicliche e legate all’età, quindi si richiedo sempre almeno due differenti valutazioni.

L’ Ormone Anti Mulleriano (AMH) ha invece un comporatmento inverso e tende a ridursi in presenza di deficit ovarico. Costituisce attualmente l’indagine ormonale più attendibile per la valutazione della riserva ovarica e può essere dosato in qualsiasi momento del ciclo. L’AMH è un glicoproteina secreta esclusivamente dalle cellule della granulosa dei follicoli preantrali primari e secondari e dai piccoli follicoli antrali (2-6mm). Proprio perché prodotto da follicoli in fase ormono-indipendente i suoi livelli sono abbastanza stabili nel corso del ciclo mestruale ed ormai è ben noto come le sue concentrazioni siano direttamente correlate al numero dei follicoli primordiali ed antrali. Il dosaggio dell’Ormone Anti Mulleriano è quindi considerato un dei più attendibili parametri ormonali per la valutazione della riserva ovarica e quindi della capacità riproduttiva e di eventuale risposta a cicli di induzione. Valori tra 0,7 e 3,5 ng/ml vengono considerati normali; sotto 0,7 la probabilità di insuccesso riproduttivo e fallimento ovarico è molto alta.

L’ Inibina B è prodotta dai follicoli reclutati ed ormai è considerata più un marker (costoso) per il monitoraggio follicolare che uno strumento per la valutazione della riserva ovarica.

MENOPAUSA PRECOCE. QUALE RUOLO PER L’ECOGRAFIA PELVICA?

Nella Menopausa Precoce e più in generale nelle Insufficienze Ovariche l’ Ecografia Pelvica Transvaginale ha un ruolo molto importante perchè consente di valutare oltre al volume gonadico anche la quantità dei follicoli antrali (strutture follicolari con un diametro compreso tra 3 e 10 mm).

La CONTA DEI FOLLICOLI ANTRALI (AFC) si è dimostrata particolarmente utile nel determinare il potenziale ripoduttivo (riserva ovarica) e la possibilità di successo ad eventuali induzioni farmacologiche dell’ovulazione specialmente quando considera quelli con diametro compreso tra 3 e 7 mm. Il conteggio dei follicoli antrali viene condotto in epoca molto precoce del ciclo, tra il secondo ed il terzo giorno con una sonda endovaginale tradizionale o tridimensionale.

Anche se forse è ancora presto stabilire dei valori soglia sulla base dei dati disponibili in letteratura possiamo ragionevolmente considerare rassicuranti un volume ovarico complessivo superirore a 6 cm3 e la presenza su entrambe le ovaie di almeno 7 follicoli antrali.

L’Ecografia Pelvica per il conteggio dei follicoli antrali è una tecnica sempre più utilizzata nel studio delle donne affette da Menopausa Precoce e fornisce buoni indici prognostici particolarmente in previsione di tentativi riproduttivi Medicalmente assistiti (PMA). Viene condotta con sonda endovaginale in fase molto precoce del ciclo.

MENOPAUSA PRECOCE: I TEST DINAMICI.

I Test Ormonali Dinamici più usati sono quello al Citrato di Clomifene e quello con stimolazione esogena di FSH hanno perso nel tempo gran parte della loro utilità e vengono utilizzati esclusivamente in previsione di una Riproduzione Assistita in pazienti con modesto deficit ovarico (forme denominate precliniche o occulte).

E’ POSSIBILE PREVENIRE LA MENOPAUSA PRECOCE? QUALCHE VOLTA SI.

Una PREVENZIONE è certamente possibile evitando quelli che sono i fattori di rischio già noti. Inoltre strategie di salvataggio (pillola, menopausa artificiale con analoghi del GnRH, conservazione di ovociti o tessuto ovarico, dislocamento laparoscopico) possono anche essere considerate prima di intraprendere cicli di radio o chemioterapia potenzialmente lesivi per le gonadi.

Le scelte terapeutiche (mediche e/o chirurgiche) per qualsiasi motivo condotte dovrebbe sempre considerare l’impatto riproduttivo.

Inoltre donne con storia familiare di menopausa precoce, fumatrici e/o affette da malattie autoimmuni dovrebbero essere consapevoli di un aumentato rischio per POF prestando particolare attenzione ad eventuali alterazioni mestruali o difficoltà nel concepimento.

LA DIAGNOSI PRECOCE DELLE INSUFFICIENZE OVARICHE E’ POSSIBILE.

La Diagnosi Precoce di Menopausa Precoce con i test attuali è certamente possibile e permette strategie riproduttive non percorribili in fasi più avanzate della malattia. È importante quindi sempre pensare ad una ridotta riserva ovarica difronte a sterilità o infertilità altrimenti inspiegate (forme occulte).

MENOPAUSA PRECOCE: QUALE TERAPIA MEDICA?

La terapia medica per una paziente in Menopausa Precoce viene considerata quando il deficit gonadico determina irregolarità o assenza delle mestruazioni, sintomi neurovegetativi (insonnia, caldane, riduzione della performance…). I farmaci comunemente usati contengo ESTROGENI e PROGESTINICI (E/P) in formulazioni (dosi, vie di somministrazione) che garantiscono un buon trofismo genitale ed il mantenimento di flussi mestruali indotti. Queste scelte terapeutiche sono molto personalizzate e rispondono a criteri di sicurezza ed appropriatezza; una volta iniziata, con gli opportuni controlli, la terapia andrebbe proseguita fino all’età della menopausa fisiologica.

Particolarmente nelle donne con utero intatto l’associazione con il progestinico è obbligatoria mentre la via di sommistrazione risente di scelte personali ed indicazioni mediche; le vie di somministrazione oltre quella classica orale sono generalmente quella cutanea e vaginale. L’associazione di estrogeni e progestinici generalmente viene fatta secondo quello che è chiamato “schema sequenziale” il più simile a quello fisiologico del ciclo mestruale.

Non infrequente è la scelta di contraccettivi orali che garantiscono praticità e prevenzione di gravidanze indesiderate (proprio in occasione di trattamenti ormonali sostitutivi sono state descritte rare remissioni con gravidanze che se non desiderate particolarmente in giovanissime pazienti possono determinare gravi problemi psicologici).

Il mancato intervento terapeutico ha come conseguenza l’insorgere dei sintomi tardivi del deficit estrogenico come distrofia genitale, Osteopenia e Osteoporosi, accelerato invecchiamento, problemi cardio-circolatori.

Non è infrequente la necessità di combinare diverse vie di somministrazione o di associare ad una terapia sistemica anche una terapia locale vaginale per combattere eventuali problemi del tratto uro-genitale.

La somministrazione di ANDROGENI, Testosterone (T) Deidroepiandrosterone (DHEAS) è generalmente considerata in presenza di deficit surnalico, gravi alterazioni della libido e dell’umore, importante compromissione della performance

Da considerare anche che una accentuata distrofia genitale ed un ridotto volume uterino hanno implicazioni anche su un eventuale tentativo riproduttivo PMA (ovo donazione).

RACCOMANDAZIONI PER TUTTE LE PAZIENTI AFFETTE DA INSUFFICIENZA OVARICA.

Tutte le pazienti affette da Insufficienza Ovarica anche se solo occulta o scarsamente sintomatica devono attenersi ad alcune RACCOMANDAZIONI:

  • Consultate periodicamente il vostro ginecologo ed attenetevi agli esami di controllo periodici (potrebbero riguardare anche il vostro apparato cardiovascolare, scheletrico e metabolico);
  • Evitate tutti i fattori potenzialmente in grado di peggiorare la funzionalità ovarica (es. fumo di sigaretta);
  • Non confondete la vostra malattia con la tipica Menopausa ad insorgenza dopo i 48-50 anni, come avete visto sono condizioni molto diverse;
  • Ponete attenzione a sintomi che possano far pensare ad una eventuale remissione (discutetene con il vostro ginecologo) e considerate che anche in forme apparentemente irreversibili sono state descritte gravidanze;
  • Seguite con scrupolosità i programmi di screening oncologico ma monitorate anche la funzione di altre ghiandole endocrine come Tiroide, Pancreas, Surrene.

LA REMISSIONE SPONTANEA.

Si tratta di un aspetto caratteristico delle Insufficienze Ovariche primitive e purtroppo non abbiamo strumenti predittivi a questo riguardo. Le remissioni possono alternarsi a periodi di amenorrea e peggioramento dei sintomi determinando confusione nelle pazienti e talvolta anche nei medici che non conoscono la malattia.

Talvolta pazienti in trattamento ormonale sostitutivo (HRT) avvertono una improvvisa tensione mammaria,perdite ematiche irregolari o l’assenza del flusso da sospensione; in questi casi è bene consultare il proprio Ginecologo Curante o il Centro Ospedaliero di Riferimento per accertamenti.

Mentre le remissioni sono esperienza comune le GRAVIDANZE in queste occasioni sono veramente rare anche perché l’Insufficienza Ovarica e la Menopausa Precoce non solo determinano un deficit dell’ovulazione ma anche e principalmente una scarsa qualità ovocitaria. È proprio la scarsa qualità ovocitaria che rende difficile la fecondazione ed espone ad abortività precoce e malformazioni fetali.

Ho comunque avuto il piacere di assistere a gravidanze decorse in modo fisiologico e coronate da un completo successo riproduttivo ma si tratta comunque di casi veramente eccezionali. Molto importante considerare in caso di gravidanza in pazienti affette da POF la collaborazione con un Ginecologo esperto in Endocrinologia della Riproduzione. Questo non solo per le scelte terapeutiche iniziali manch per la gestione delle frequenti endocrinopatie associate.

CONCLUSIONI.

Troppe volte ho assistito ad una diagnosi tardiva di insufficienza ovarica occulta per molti anni e ad atteggiamenti non adeguati nei confronti di giovani donne affette da Menopausa Precoce, una condizione che se non trattata ha gravi conseguenze cliniche. Diffondere quindi informazioni su questa malattia ha come scopo quello di aumentare la consapevolezza femminile e poter fare per quanto possibile una prevenzione ed una diagnosi precoce.